Presso l’istituto di medicina legale dell’università Cattolica del Sacro Cuore, all’interno del Policlinico Gemelli, sono ufficialmente iniziate le autopsie sui corpi delle tre vittime della strage di Casalotti. I medici legali dovranno rispondere a due domande ritenute fondamentali dalla Procura di Roma: stabilire con precisione l’orario in cui è avvenuto il decesso e ricostruire come sono stati sferrati i colpi mortali.
Le vittime, lo ricordiamo, sono Kamal Uddin Babul, di 39 anni, sua moglie Jahan Hosne Momotay, di 38 anni, e la loro bambina di appena 8 anni, Islam Arowa. Tutti e tre sono stati barbaramente uccisi all’interno del loro appartamento in via Montiglio. Nella strage è rimasto ferito in modo gravissimo anche il figlio diciottenne della coppia, che per fortuna ora è fuori pericolo ed è l’unico sopravvissuto al massacro.
Nel frattempo, a tre settimane dal massacro avvenuto la sera del 26 giugno, le forze dell’ordine continuano a cercare senza sosta il presunto assassino. Il sospettato numero uno è Shahadat Hossain, un uomo di 43 anni di origini bengalesi, che risulta ufficialmente residente in provincia di Frosinone. L’uomo sembra essere letteralmente svanito nel nulla. Tra le tante ipotesi degli investigatori c’è anche quella che sia scappato subito dopo il delitto a bordo di una bicicletta elettrica. Le ricerche si sono ormai estese a tutta Italia e anche oltre. La polizia e i carabinieri hanno attivato controlli severissimi anche ai valichi di frontiera, coinvolgendo le autorità internazionali per evitare che l’uomo possa fuggire all’estero.
Tuttavia, gli investigatori non escludono nessuna pista e stanno valutando ogni possibilità: tra queste, c’è anche il forte sospetto che il killer possa essersi tolto la vita subito dopo aver compiuto la strage. L’arma del delitto, una pesante mannaia usata per aggredire la famiglia, è stata già ritrovata e sequestrata dalle forze dell’ordine sul luogo del delitto. Ma c’è anche un possibile movente economico: gli inquirenti credono infatti che dietro al massacro ci siano vecchi rancori o litigi legati a questioni di denaro.

