11 Settembre 2026

Roma, si ribella all’estorsione e viene preso a colpi d’accetta: grave in ospedale, aggressore arrestato

Vittima un giovane del Bangladesh finito all'ospedale 'Gemelli' con 30 giorni di prognosi. Preso l'aggressore: aveva minacciato anche il fratello del ferito
28 Agosto 2026
polizia roma guidonia
Immagine di repertorio
Un’ordinaria giornata di lavoro si è trasformata in un incubo di sangue a Roma, nella zona di Villa Gordiani. Un giovane originario del Bangladesh è stato brutalmente aggredito all’interno di una lavanderia in viale della Stazione Prenestina. La vittima è finita al Policlinico Gemelli, ricoverata in codice rosso a causa delle gravissime ferite riportate. Dietro al selvaggio raid si nascondeva un mese intero di minacce, estorsioni e continue richieste di denaro, culminate nel terribile tentato omicidio.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la situazione andava avanti ormai da oltre trenta giorni. L’aggressore, un connazionale di 22 anni, aveva preso di mira la vittima pretendendo continue somme di denaro. Di fronte ai ripetuti rifiuti del giovane, che ha cercato di resistere alle intimidazioni, il ventiduenne ha deciso di passare alle maniere forti, presentandosi nel locale armato di un’accetta. Lì si è scagliato contro la vittima, colpendola più volte e lasciandola a terra in una pozza di sangue. I medici dell’ospedale hanno stabilito per il ferito una prognosi di 30 giorni.

La violenza del ventiduenne non si è placata nemmeno dopo il sanguinoso agguato. Nei giorni successivi, infatti, il ragazzo ha continuato a perseguitare e minacciare pesantemente anche il fratello del giovane ferito. Nel frattempo, per evitare l’arresto, l’aggressore ha cercato di far perdere le proprie tracce nascondendosi in un appartamento in via Tiburtina.

Le indagini, condotte seguendo la rete di contatti e le frequentazioni della vittima, hanno portato gli agenti della Polizia di Stato dritti al nascondiglio del fuggitivo. Durante la perquisizione dell’immobile è arrivata la prova schiacciante: dentro lo zaino del ventiduenne i poliziotti hanno trovato l’arma del delitto, un’accetta ancora visibilmente sporca di sangue.

Sul posto, oltre agli agenti delle volanti che hanno gestito l’intervento e rintracciato il colpevole, sono intervenuti anche gli esperti della Polizia Scientifica per effettuare tutti i rilievi necessari sull’arma sequestrata. Per il 22enne sono scattate immediatamente le manette.