Tutto è iniziato nei giorni scorsi lungo l’autostrada A1, precisamente all’altezza del chilometro 577. Una pattuglia della Polizia si è accorta di una Fiat Punto ferma in corsia di emergenza. A bordo c’erano due uomini, rimasti in panne e in attesa dell’arrivo di un carro soccorso.
Le indagini successive hanno svelato la verità. Poco prima, a Roma, un uomo di 90 anni era stato agganciato al telefono da un malvivente. Il truffatore, fingendosi un carabiniere, aveva inventato una scusa drammatica: un parente dell’anziano si trovava nei guai e servivano subito i soldi per salvarlo. Il pensionato, spaventato, ci è cascato e ha consegnato tutto il denaro che aveva.
A collegare i due uomini fermati sull’autostrada con il furto a Roma è stato un dettaglio clamoroso trovato nello smartphone di uno dei sospettati. Nel telefono c’era la foto del truffatore che stringeva tra le mani i soldi rubati. Nello scatto si vedeva benissimo un tatuaggio, lo stesso che l’uomo aveva sul braccio nella realtà.
Per i due malviventi non c’è stato più nulla da fare: l’anziano vittima del raggiro e il portiere del suo palazzo a Roma li hanno riconosciuti ufficialmente. I due sono stati arrestati, mentre l’intera somma di 39.000 euro è stata recuperata e restituita al legittimo proprietario.

