1 Novembre 2026

Roma – Occupato il liceo Mamiani: gli studenti protestano contro i tagli alla scuola e le guerre

ROMA - Si allarga la mobilitazione degli studenti della Generazione Z nelle scuole italiane. Nella capitale, gli studenti sono entrati durante la notte nello storico liceo Mamiani, in via delle Milizie, dando vita a un’occupazione accompagnata dall’utilizzo di fumogeni e dalla realizzazione di barricate. Le ragioni della protesta sono state illustrate attraverso i canali social…
27 Ottobre 2026

ROMA – Si allarga la mobilitazione degli studenti della Generazione Z nelle scuole italiane.

Nella capitale, gli studenti sono entrati durante la notte nello storico liceo Mamiani, in via delle Milizie, dando vita a un’occupazione accompagnata dall’utilizzo di fumogeni e dalla realizzazione di barricate.

Le ragioni della protesta sono state illustrate attraverso i canali social dell’istituto, dove gli studenti hanno spiegato le motivazioni della mobilitazione, puntando il dito contro le politiche di finanziamento della scuola pubblica e le risorse destinate agli armamenti.

“Occupazione perché di fronte a un governo che taglia i fondi alla scuola in funzione delle guerre e che, sulla stessa linea dei governi precedenti, contribuisce ancora al dissiparsi della sanità pubblica e ignora sistematicamente le richieste di aiuto di un’intera popolazione che ormai da anni è costretta a lavorare senza una minima possibilità di emanciparsi, lottare secondo le regole del sistema non basta”, scrivono gli studenti.

La protesta si estende ad altri istituti

Il Mamiani si aggiunge a un elenco di scuole romane già interessate dalle occupazioni, tra cui i licei Tasso, Argan, Piaget e Margherita di Savoia.

Al centro della mobilitazione ci sono la richiesta di maggiori investimenti nell’istruzione pubblica e la contrarietà ai conflitti internazionali, temi che gli studenti considerano strettamente collegati.

Secondo i promotori della protesta, anni di definanziamento della scuola avrebbero contribuito a ridurre le risorse destinate all’istruzione a vantaggio delle spese militari.

“I problemi sono causati da anni di definanziamenti sulla scuola pubblica per investire sugli armamenti, questo perché la priorità che hanno le classi dirigenti di questo Paese, da destra a sinistra, è investire sulla guerra”, sostengono gli studenti.

La mobilitazione si inserisce in un più ampio movimento giovanile che chiede un cambio di priorità nelle politiche pubbliche, con maggiori risorse per la formazione e la sanità e una diversa gestione delle spese legate ai conflitti.