30 Settembre 2026

Roma, maxi blitz all’alba nel “palazzo della droga” a Tor Sapienza: scatta (di nuovo) lo sgombero

Blindati ed elicotteri in via Tallone dopo mesi di violenze, incendi e spaccio. Ora si punta alla demolizione totale del rudere
29 Settembre 2026
Un'immagine del 'palazzo della droga'
Nuovo blitz all’alba a Roma nel “palazzo della droga” di via Cesare Tallone, nel quartiere Tor Sapienza. Dalle 7 di questa mattina, martedì 29 settembre, polizia e carabinieri hanno circondato l’edificio con i blindati, mentre un elicottero controllava la zona dall’alto per fermare i tentativi di fuga nei terreni vicini. L’operazione, coordinata dalla prefettura con la Digos, punta a ripulire e mettere in sicurezza una struttura da anni al centro del degrado nel Municipio V.

Questo stabile è da tempo un rifugio abusivo e una centrale dello spaccio di crack, ma la situazione è peggiorata dopo un grave incendio a novembre dell’anno scorso. Nonostante le pessime condizioni igieniche, decine di persone erano tornate ad abitarci. La tensione è diventata massima a maggio, quando una donna colombiana ha denunciato uno stupro di gruppo dentro le mura abbandonate.

Prima e dopo quella violenza, le forze dell’ordine hanno fatto continui controlli sequestrando armi e dosi di droga pronte da vendere, e fermando sei persone senza documenti, poi portate all’immigrazione. Di recente era circolata anche la notizia falsa della presenza di fentanyl, smentita dagli investigatori: non ci sono tracce di questa sostanza né morti correlati.

Non è la prima volta che il palazzo viene sgomberato: era già successo nel 2019 e nel 2023, ma gli occupanti erano sempre tornati. Ora la nuova proprietà ha fatto sapere di voler abbattere del tutto il rudere. Tuttavia, chiudere gli accessi è difficile perché mancano i muri perimetrali.

Il presidente del Municipio V, Mauro Caliste, ha ringraziato il prefetto Giannini per l’intervento, sottolineando che i cittadini chiedevano sicurezza da tempo. Adesso la palla passa ai proprietari, che dovranno recintare e custodire l’area in attesa delle ruspe.