20 Settembre 2026

Roma, irregolarità in una società di call center e radio: coinvolti 468 lavoratori

La Guardia di Finanza scopre pagamenti in contanti, omissioni contributive e anomalie sul Lul (Libro Unico del Lavoro). Segnalazioni a INPS, INAIL e Ispettorato del Lavoro
10 Settembre 2026
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Sono 468 i lavoratori interessati dalle irregolarità scoperte dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma in una società, con sede nel quadrante sud-est della Capitale, attiva nei settori dei call center e delle emittenti radiofoniche. Tra gli elementi rilevati figurano il sistematico pagamento in contanti delle retribuzioni, la non corretta tenuta del libro unico del lavoro e omissioni nel versamento dei contributi previdenziali e assistenziali.

L’attività è stata condotta dai militari del 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Roma. L’analisi della documentazione aziendale e dei dati informatici ha consentito di ricostruire le effettive modalità d’impiego del personale e di definire la dimensione delle irregolarità.

Il ricorso al contante è risultato in contrasto con gli obblighi di tracciabilità delle retribuzioni. Gli esiti degli accertamenti sono stati segnalati all’Ispettorato Nazionale del Lavoro, all’INPS e all’INAIL per gli adempimenti di rispettiva competenza.

La tracciabilità delle retribuzioni non costituisce soltanto un obbligo formale: rende documentabili i pagamenti e consente al lavoratore di verificare le somme percepite. La regolarità contributiva incide direttamente, invece, sulla posizione previdenziale e sulle relative tutele assistenziali.

Il rispetto di questi obblighi protegge i lavoratori e contribuisce a garantire condizioni di concorrenza corrette, evitando che la gestione irregolare del personale possa tradursi in un vantaggio a danno delle imprese che operano nel rispetto della normativa.

L’intervento svolto si inserisce nelle linee d’azione della Guardia di Finanza tesi a contrastare le irregolarità nei rapporti d’impiego, a tutelare i diritti dei lavoratori e a salvaguardare la leale concorrenza tra le imprese.