6 Agosto 2026

Roma, in manette la banda dei ‘maranza’: usavano spray al peperoncino e coltelli per rubare catenine

Sei giovani egiziani tra i 20 e i 21 anni finiscono in cella: terrorizzavano passanti e turisti per rubare collane d'oro. I carabinieri li hanno incastrati grazie alle telecamere e a un cellulare perso durante la fuga
30 Luglio 2026
carabinieri pofi notte suicidio
Sceglievano le vittime nel mucchio, le accecavano con lo spray al peperoncino e le rapinavano minacciandole con i coltelli. Una banda di giovani egiziani, tra i 20 e i 21 anni, era diventata il terrore della movida romana. I carabinieri però li hanno incastrati e hanno arrestato sei di loro.

Il primo assalto è avvenuto il 12 luglio alle 2:30 di notte nella centralissima piazza Trilussa, a Trastevere. In tre hanno circondato un ragazzo romano di 21 anni, gli hanno spruzzato lo spray sul volto e gli hanno strappato dal collo una catenina d’oro con due crocifissi dal valore di 2.500 euro. Un carabiniere fuori servizio è intervenuto per bloccarli, ma uno dei ladri ha tirato fuori due coltelli da cucina per minacciare sia il militare che la vittima, prima di essere arrestato.

Il secondo episodio è del 16 luglio, intorno all’1:15 di notte. Tre malviventi hanno avvicinato con una scusa un ragazzo che passeggiava con la famiglia. Lo hanno spintonato con violenza e gli hanno rubato una catena d’oro da 1.800 euro. Durante la fuga a piedi, però, a uno dei ladri sono caduti per terra il cellulare e la tessera sanitaria: grazie a questi oggetti i carabinieri hanno scoperto l’identità di tutta la banda.

I carabinieri hanno anche notificato un’ordinanza di custodia in carcere ad altri due giovani nordafricani. Sono accusati di aver rapinato due turiste inglesi lo scorso 26 giugno, di nuovo in via di Torre Argentina come nel secondo colpo ricostruito, strappando loro le collane d’oro.

Per incastrare la banda, i militari hanno analizzato ore di filmati delle telecamere pubbliche e dei negozi, incrociandoli con le foto e i racconti dei testimoni. Il gruppo agiva sempre unito nelle zone affollate della Capitale, puntando passanti e turisti resi vulnerabili dal buio o dalla stanchezza. I sei ora sono in carcere: sono tutti senza casa e senza lavoro, usavano falsi nomi e avevano già molti precedenti per furto in tutta Italia.