13 Giugno 2026

Roma, il Vittoriano si sta abbassando e spuntano crepe: la scoperta fatta grazie ai satelliti

Il movimento è molto lento, circa un millimetro ogni anno, ed è invisibile a occhio nudo, ma comunque c'è. A scoprirlo è stato uno studio scientifico durato quasi venti anni
13 Giugno 2026
Vittoriano roma satelliti
Il Vittoriano, uno dei monumenti più celebri di Roma
Il lato nord-ovest del Vittoriano, il famoso monumento di Roma, si sta abbassando. Il movimento è molto lento, circa un millimetro ogni anno, ed è invisibile a occhio nudo, ma comunque c’è. A scoprirlo è stato uno studio scientifico durato quasi venti anni. La ricerca è stata fatta dall’Università La Sapienza di Roma insieme a Nhazca (una società nata proprio dal dipartimento di Scienze della Terra dell’università) e all’Ispra, l’istituto pubblico che si occupa di protezione dell’ambiente.
Per capire cosa stava succedendo, gli esperti hanno usato i satelliti nello spazio. I ricercatori hanno analizzato più di 300 immagini scattate dai radar tra il 2002 e il 2019. Grazie a una tecnologia speciale, chiamata A-DInSAR (interferometria radar differenziale avanzata), sono riusciti a misurare anche i movimenti microscopici della struttura senza nemmeno toccarla.
I dati mostrano che il monumento non si muove tutto allo stesso modo. La parte che guarda verso est è ferma e stabile. Invece, il lato che si trova a nord-ovest scende piano piano. Se si guarda il muro esterno che si affaccia su Piazza Venezia, in vent’anni l’abbassamento totale è stato di circa 5 millimetri.
La colpa di tale fenomeno è del terreno su cui è stato costruito il Vittoriano: sotto la parte più instabile ci sono infatti terreni alluvionali, cioè fatti di terra e fango portati dall’acqua nel tempo. Questo tipo di terreno si schiaccia più facilmente sotto i pesi. Di conseguenza, le fondamenta del monumento cedono in modo non uniforme. Questo movimento della terra spiega anche perché sono comparse delle crepe sul lato ovest dell’edificio.
Alessandro Brunetti, il direttore di Nhazca, ha spiegato che un tempo bisognava aspettare la comparsa di una crepa visibile per accorgersi che un edificio si stava muovendo. Oggi, invece, grazie ai satelliti si possono vedere spostamenti minuscoli e capire subito il motivo del problema. In questo modo si può intervenire per proteggere i monumenti storici prima che i danni diventino troppo gravi.