20 Settembre 2026

Roma, finti intermediari strozzano i commercianti: ricatti sessuali e tassi fino all’80%, due arresti

In manette un 40enne e una 31enne. Terrorizzavano le sei vittime con minacce di violenza e continui richiami alla criminalità di Montespaccato
18 Settembre 2026
Foto d'archivio non riferita né riferibile all'articolo pubblicato
Si presentavano come i “salvatori della patria”, offrendo una mano per trovare i soldi necessari a salvare le attività commerciali in crisi. In realtà, erano dei veri e propri strozzini. Due persone, un uomo di 40 anni e una donna di 31 anni, entrambi residenti a Roma, sono stati fermati dagli investigatori della Squadra Mobile con l’accusa di usura aggravata in concorso. Per l’uomo si sono aperte le porte del carcere, mentre per la trentunenne è scattato l’obbligo di firma davanti alla polizia giudiziaria.

L’indagine della polizia copre un arco di tempo molto lungo, che va dal 2017 fino al 2025. In questi anni i due complici sono riusciti ad incastrare sei diverse vittime, tutte titolari di negozi ed esercizi commerciali della Capitale che stavano attraversando un momento di forte crisi economica. Sfruttando questa disperazione, la coppia si offriva di fare da intermediaria con dei presunti creditori disposti a prestare il denaro. Ma l’aiuto si trasformava subito in un incubo: i tassi di interesse applicati sui prestiti erano da capogiro, oscillando tra il 20% e l’80%.

Per costringere i commercianti a pagare, i due arrestati usavano metodi durissimi. Facevano continui riferimenti a personaggi pericolosi senza scrupoli, legati agli ambienti della criminalità organizzata del quartiere di Montespaccato, così da terrorizzare le vittime. Le rate e gli interessi crescevano su base settimanale e i pagamenti dovevano essere puntualissimi. I soldi venivano consegnati a mano, in contanti, oppure ricaricati direttamente su una carta prepagata.

Se qualcuno ritardava con i pagamenti o non riusciva a mettere insieme la cifra richiesta, scattavano le minacce di violenza fisica. La pressione psicologica era costante e asfissiante. In un caso specifico, l’uomo era riuscito a farsi assumere come dipendente all’interno di un bar tabacchi. Quando la titolare dell’attività si è trovata nell’impossibilità di pagare la quota stabilita, il quarantenne ha superato ogni limite: le ha proposto uno “sconto” sul debito di usura in cambio di favori sessuali. Ora l’inchiesta ha messo fine al giro di estorsioni e i due indiziati dovranno rispondere davanti al giudice per i reati commessi.