21 Agosto 2026

Roma e Abruzzo centrali del denaro falso: smantellate due stamperie clandestine e cinque arrestati

Il blitz dei Carabinieri è scattato tra la Capitale e la provincia di Chieti bloccando un'organizzazione che vendeva euro e valute africane su Telegram
6 Agosto 2026
criptovalute
Foto d'archivio
Un giro d’affari illegale che partiva da piccoli centri italiani per invadere l’Europa con banconote false è stato scoperto e azzerato dalle forze dell’ordine. I Carabinieri del comando antifalsificazione monetaria di Napoli, insieme al personale di Europol e ai militari del territorio, hanno chiuso il cerchio su un’organizzazione criminale specializzata nella produzione e nella vendita di valuta contraffatta anche all’estero. L’operazione, chiamata in codice Small Tower, è scattata su ordinanza del giudice per le indagini preliminari del tribunale di Lanciano, che ha accolto la richiesta della locale procura.

L’indagine ha portato all’emissione di cinque misure cautelari per le persone finite sotto inchiesta. Per tre degli indagati, che risiedono tra Roma e il comune di Montenerodomo, in provincia di Chieti, il giudice ha disposto gli arresti domiciliari. Per le altre due persone coinvolte, residenti invece nella provincia di Ascoli Piceno, è stato invece stabilito l’obbligo di dimora.

L’inchiesta è partita a dicembre 2024: la banda utilizzava l’applicazione di messaggistica Telegram come una vera e propria piazza di spaccio virtuale per farsi pubblicità e trovare acquirenti. I clienti ordinavano i soldi falsi online e pagavano i criminali usando le criptovalute, un metodo utile a non lasciare tracce bancarie. Una volta incassato il denaro vero, l’organizzazione spediva le banconote contraffatte direttamente per posta. I canali di spedizione coprivano diversi Paesi europei, tra cui la Francia, la Germania, la Spagna, la Polonia e la Finlandia. Proprio in Finlandia l’attività investigativa ha permesso di intercettare la rotta del traffico e di far arrestare due acquirenti che erano stati trovati in possesso della valuta contraffatta.

Il fulcro della produzione si trovava in Abruzzo, nel territorio di Montenerodomo, dove i Carabinieri hanno individuato e smantellato due stamperie clandestine. Durante le perquisizioni all’interno dei laboratori, i militari hanno sequestrato un gran numero di banconote contraffatte, apparecchiature di stampa professionali, telefoni cellulari e altro materiale informatico utilizzato per la produzione illecita e la gestione dei contatti.

La banda non si limitava a falsificare la moneta unica europea. Tra le valute sequestrate nelle stamperie c’erano infatti banconote destinate a diversi mercati esteri, come i lek albanesi, i franchi della Comunità finanziaria africana e diversi tipi di scellini, in particolare quelli tanzaniani, ugandesi e kenioti.