Grazie a questa tecnica speciale, i chirurghi sono riusciti a bloccare e rendere stabile la colonna cervicale facendo solo dei tagli piccolissimi sul corpo del paziente. Il segreto sta nel lavoro fatto prima di entrare in sala operatoria: un software speciale crea un modello in 3D preciso e su misura del paziente. In questo modo, il chirurgo sa già al millimetro la strada da seguire, quanto devono essere lunghe le viti e che diametro devono avere.
Tutte queste informazioni vengono poi visualizzate sugli schermi in tempo reale mentre si opera. Si tratta di un aiuto fondamentale, visto che il collo è una zona pericolosa e delicatissima per la presenza del midollo spinale, delle arterie e dei nervi. Questa tecnica evita di tagliare troppi tessuti, fa soffrire meno il corpo e permette al malato di guarire e rimettersi in piedi molto più in fretta.
Il dottor Raffaelino Roperto ha spiegato che i computer e la tecnologia non cancellano l’esperienza del medico, ma anzi lo aiutano a fare cose prima impossibili. Nel collo anche pochissimi millimetri possono fare la differenza tra un successo e un danno grave. Poter vedere tutto in 3D prima dell’intervento permette di unire la precisione millimetrica a un taglio piccolissimo. Per il medico, la tecnologia è utile solo quando aiuta il paziente a guarire soffrendo di meno, e deve sempre essere lo strumento al servizio del chirurgo, mai il contrario.
Sulla vicenda è intervenuto anche Giuseppe Quintavalle, il direttore generale della Asl Roma 1, esprimendo grande soddisfazione per questo primato nazionale che dimostra la qualità del San Filippo Neri. Quintavalle ha sottolineato che questo traguardo è il risultato del continuo sostegno che il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, sta dando all’ospedale, considerato un punto di riferimento importantissimo per la sanità dei cittadini.
Usare la tecnologia 3D per interventi così difficili serve proprio a curare meglio le persone, riducendo il dolore e i tempi di ricovero. Il direttore ha infine ringraziato tutta la squadra di Neurochirurgia guidata dal professor Mastronardi e il dottor Roperto per aver dimostrato che gli ospedali pubblici sanno unire bravura, sicurezza e tecnologie del futuro per la salute di tutti.

