21 Agosto 2026

Roma, arrestato 30enne: minacciava coppia che lo ospitava con una mannaia

ROMA - Timothy E., 30 anni, è stato arrestato e portato in carcere dagli investigatori del Distretto Casilino dopo un intervento della polizia in un appartamento di via di Rocca Cencia, a Roma. Secondo le accuse, l’uomo avrebbe aggredito una coppia, danneggiato la porta dell’abitazione per impedire loro di uscire e, armato di una mannaia,…
14 Agosto 2026
anzio polizia latitante
Foto d'archivio

ROMA – Timothy E., 30 anni, è stato arrestato e portato in carcere dagli investigatori del Distretto Casilino dopo un intervento della polizia in un appartamento di via di Rocca Cencia, a Roma. Secondo le accuse, l’uomo avrebbe aggredito una coppia, danneggiato la porta dell’abitazione per impedire loro di uscire e, armato di una mannaia, li avrebbe minacciati di morte. La gip del tribunale di Roma, Giulia Arceri, ha convalidato l’arresto e disposto la custodia cautelare in carcere, riqualificando i fatti in sequestro di persona e minaccia grave.

L’intervento è scattato intorno alle 6 del 9 agosto dopo ripetute chiamate al 112 per una violenta lite tra coinquilini. Gli agenti del Distretto Casilino, giunti sul posto, hanno trovato persone in strada che indicavano l’appartamento; dal balcone una donna gridava aiuto, segnalando la presenza di un uomo armato. Dall’interno si udivano urla e rumori di colluttazione. Gli operatori hanno aperto la porta con alcuni calci e, una volta entrati, hanno messo in sicurezza la donna. L’uomo, secondo gli atti, tentava ancora di raggiungerla ed è stato bloccato con difficoltà da un’altra persona.

Sulle scale è stata rinvenuta e sequestrata una mannaia con manico nero e lama in acciaio lunga circa 25 centimetri. La porta dell’appartamento presentava evidenti danni: la maniglia era stata divelta, elemento che, secondo la giudice, ha impedito alla coppia di uscire e li ha costretti ad attendere l’intervento delle forze dell’ordine.

Secondo quanto ricostruito, Timothy E. era ospitato nell’appartamento da alcune settimane ma i rapporti con la coppia si erano deteriorati: avrebbe manifestato atteggiamenti sempre più aggressivi, con minacce di morte anche usando coltelli da cucina. In precedenza le forze dell’ordine erano già intervenute e l’8 agosto una volante lo aveva allontanato dall’abitazione; il giorno seguente sarebbe tornato per recuperare effetti personali e avrebbe cercato di rientrare con la forza, staccando la maniglia e bloccando gli occupanti, prima di prendere la mannaia e minacciare i due.

Durante l’interrogatorio l’arrestato ha negato le accuse, sostenendo di essere stato lui la vittima e affermando che la maniglia si sarebbe rotta durante la colluttazione. La gip ha ritenuto la versione poco credibile, richiamando le urla di aiuto sentite da agenti e presenti e il comportamento aggressivo riscontrato dalla polizia. Il giudice ha inoltre escluso al momento la configurabilità delle originarie ipotesi di maltrattamenti e lesioni personali, inquadrando i fatti come sequestro di persona e minaccia grave con l’uso di una mannaia. Nella decisione ha avuto peso anche il passato dell’uomo: una condanna per droga e procedimenti pendenti per reati contro la persona. Per la gip, la condotta del 9 agosto è stata «davvero allarmante» e la custodia cautelare è stata disposta per il rischio di reiterazione.