11 Agosto 2026

Roma – Allarme al ‘Bambino Gesù’: sempre più bambini ingoiano le pile a bottone, è un’emergenza

Le piccole pile tonde usate in casa possono bruciare l'esofago in appena due ore. Ecco quali sono i segnali da non sottovalutare, cosa fare subito per proteggere i figli e gli errori assoluti da evitare
11 Agosto 2026
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I medici dell’ospedale pediatrico ‘Bambino Gesù’ di Roma hanno lanciato un appello urgente a tutti i genitori a causa di un aumento preoccupante di incidenti domestici molto pericolosi. Dall’inizio dell’anno si sono già registrati sette casi di bambini arrivati al pronto soccorso con gravissime lesioni all’esofago, e la cosa che spaventa di più è che ben sei di questi episodi sono avvenuti in soli tre mesi, tra maggio e luglio. Si tratta di numeri allarmanti, soprattutto se confrontati con l’intero anno precedente, quando i casi erano stati appena due. Questo significa che i ricoveri sono più che triplicati. 

I piccoli pazienti, arrivati a Roma anche da altre regioni d’Italia per la gravità della situazione, hanno ingerito le comuni batterie a bottone, ovvero quelle pile tonde e piatte che fanno funzionare tantissimi oggetti di uso quotidiano come telecomandi, orologi, chiavi dell’auto, giocattoli e bilance. Per colpa delle gravi ferite, molti di loro hanno avuto bisogno di cure da parte di diversi medici specialisti e in alcuni casi è stato necessario il ricovero in terapia intensiva.

L’ingestione di queste batterie rappresenta una vera e propria corsa contro il tempo. Come spiegano gli esperti dell’ospedale, se la pila rimane bloccata nell’esofago, il contatto con i tessuti scatena una reazione chimica che provoca una rapida ustione della parete nel giro di appena due ore. Il pericolo maggiore è che il danno può estendersi ai tessuti vicini e causare lesioni mortali, come perforazioni o emorragie gravissime, che possono manifestarsi anche giorni o settimane dopo la rimozione della batteria. Inoltre, l’incidente spesso passa inosservato perché all’inizio il bambino potrebbe non mostrare sintomi evidenti, oppure presentare solo disturbi generici come tosse improvvisa, vomito, abbondante salivazione, voce alterata o dolore al petto e alla pancia.

Per questo motivo gli specialisti raccomandano di non aspettare e di correre subito al pronto soccorso in caso di sospetto. Nell’attesa, se il bambino ha più di un anno, sa deglutire e l’ingestione è avvenuta da meno di dodici ore, si possono somministrare dieci millilitri di miele ogni dieci minuti per un massimo di sei volte, poiché il miele aiuta a rallentare la bruciatura. Non bisogna invece assolutamente provocare il vomito o dare altri cibi e bevande.

Per evitare queste tragedie, diventa fondamentale controllare che i vani delle pile nei giocattoli e nei telecomandi siano ben chiusi con le viti e tenere sempre le batterie nuove o scariche fuori dalla portata dei bambini, facendo attenzione anche a quello che succede nelle case dei nonni o nei luoghi di vacanza.