L’ingestione di queste batterie rappresenta una vera e propria corsa contro il tempo. Come spiegano gli esperti dell’ospedale, se la pila rimane bloccata nell’esofago, il contatto con i tessuti scatena una reazione chimica che provoca una rapida ustione della parete nel giro di appena due ore. Il pericolo maggiore è che il danno può estendersi ai tessuti vicini e causare lesioni mortali, come perforazioni o emorragie gravissime, che possono manifestarsi anche giorni o settimane dopo la rimozione della batteria. Inoltre, l’incidente spesso passa inosservato perché all’inizio il bambino potrebbe non mostrare sintomi evidenti, oppure presentare solo disturbi generici come tosse improvvisa, vomito, abbondante salivazione, voce alterata o dolore al petto e alla pancia.
Per questo motivo gli specialisti raccomandano di non aspettare e di correre subito al pronto soccorso in caso di sospetto. Nell’attesa, se il bambino ha più di un anno, sa deglutire e l’ingestione è avvenuta da meno di dodici ore, si possono somministrare dieci millilitri di miele ogni dieci minuti per un massimo di sei volte, poiché il miele aiuta a rallentare la bruciatura. Non bisogna invece assolutamente provocare il vomito o dare altri cibi e bevande.
Per evitare queste tragedie, diventa fondamentale controllare che i vani delle pile nei giocattoli e nei telecomandi siano ben chiusi con le viti e tenere sempre le batterie nuove o scariche fuori dalla portata dei bambini, facendo attenzione anche a quello che succede nelle case dei nonni o nei luoghi di vacanza.

