Non è senz’altro questo il modo in cui avremmo voluto celebrare due italiani in semifinale per quello che sarà un altro derby azzurro, a livelli pazzeschi e che vale così tanto, a Roland Garros tra Arnaldi e Cobolli. Perché purtroppo fa male, soprattutto dopo un cammino così, constatare come alla lunga sia sempre puntualmente costretto a frenarsi per problemi fisici. Stavolta è l’anca: ieri al secondo set bandiera bianca, frastornato e perplesso, quindi lacrime.
In semifinale va Arnaldi, che vince il derby azzurro dei quarti, ma così fa male. Ma ciò non deve toglier nulla alla grandezza del suo cammino, dopo aver fatto fuori favoriti su favoriti, aver scalato l’Everest e raggiunto per la prima volta in carriera traguardi come questo. E’ proprio vero, ed anche questo mese in varie discipline ce ne siamo resi conto: non è mai tardi per la gloria.
Dopo un successo con rimonta in filotto 6-4 su Auger-Aliassime vola in semifinale anche Flavio Cobolli: sarà proprio derby azzurro con Arnaldi. L’Italia nutrirà un finalista tutto azzurro, anche senza Sinner. Ancora storia, dunque. Non soltanto perché pure per Cobolli è la prima volta in semifinale in uno Slam di questo calibro, con Arnaldi rispettivamente 12° e 13° azzurro di sempre a riuscire ad arrivare a certi livelli; ma al contempo perché non va mai dimenticato come, in tre ai quarti per qualcosa che non fosse mai successo, l’Italia viva gli anni più floridi del proprio tennis anche perché in grado di raggiungere certi traguardi pur senza Sinner.

