Sono tre gli italiani che in queste ore continuano a tener alto l’orgoglio ma soprattutto la bandiera tricolore anche senza Jannik Sinner, fresco fresco di cocente e clamorosa eliminazione in settimana, a Roland Garros. Nonostante s’è persa la massima espressione quale il numero uno al mondo, uscito già al secondo turno con Cerundolo colpito dal malore accusato da quel transalpino e continentale caldo infernale senza precedenti, ci sono tre realtà che spingono e, tra sforzi e sacrifici eroici, centrano il pass agli ottavi: parliamo di Arnaldi e dei due romani, Berrettini e Cobolli.
Onore e gloria proprio al Martello. L’eterno, Matteo Berrettini. Che con questo Roland Garros sta spiegando a tutti quanto sia ancora vivo, nonostante tutto. Per riscattare la sua Roma, tra l’altro. E ieri sera con Comesana una gara quasi commovente: vince il primo set ma punto a punto si fa rimontare e sorpassare al tiebreak; nonostante ciò non demorde e se non hai un’anima infinita come quella di qualcuno che malgrado problemi fisici riesce ancora a lottare con quella determinazione non la ribalti. E così è: rimonta da sogno, da film, ottavi di uno Slam di questo calibro in cassaforte.
Alle luci della ribalta pure Matteo Arnaldi. Che vola sulla scia delle imprese su Griekspoor e Tsitsipas, demolendo pure Collignon. Ottavi da sogno, domani Tiafoe. Perfetto anche futuro Cobolli: su Tien in tre set a zero dominazione assoluta e tennis in scioltezza, in grande spolvero. Dopo Acapulco delusione tra Roma e Amburgo, adesso Roland Garros per infilarsi anche mediaticamente tra i più forti. Bene così, quest’edizione sta spiegando come anche sotto Sinner siano gli anni azzurri più floridi.

