Alla fine trionfa il favorito, Sasha Zverev. Che con la Coppa dei Moschiettieri corona la sua carriera. Un traguardo storico per tutta la nazione tedesca, che incollata ai teleschermi sospirava per il tennis, in attesa del Mondiale. Zverev ha battuto in 5 set Flavio Cobolli e riporta uno Slam in Germania pensate ben 30 anni dopo l’ultima volta. Anzi, se vogliamo, a proposito di storia teutonica, diventa il primo vincitore tedesco assoluto nell’Era Open. Nello specifico di Parigi, un tedesco non vinceva dal 1937: fu Henkel, addirittura prima della Seconda Guerra Mondiale.
Non è stata una finale ricchissima di spettacolo. Senz’altro mozzafiato, perché non sono mancati momenti di concitazione; ma forse esteticamente non ha reso il miglior tennis. Proprio tra tensione e concitazione tanti errori, tra Zverev e Cobolli. Bravissimo Flavio, comunque, a non aver mai mollato: avanti, viene ribaltato ma riporta la gara sul 2-2, nel quinto set però esce la dimensione del N3 del mondo che vince in maniera schiacciante 6-1. Nel complesso punteggi esatti di: 1-6, 6-4, 4-6, 7-6, 1-6.
Per Cobolli tante, ma tante note liete da portarsi a casa. Un percorso mozzafiato ancor più grande dei trionfi nei 500, l’ultimo dei quali ad Acapulco. Ha fatto veramente breccia tra i più grandi e se riuscirà a trovar continuità, tra loro si consacrerà. Nessuno si aspettava un finalista azzurro a Roland Garros, se non Sinner. Cobolli ha fatto sognar Roma ed ha trattenuto l’Italia ai teleschermi col fiato sospeso per ore ed ore. Ha giocato la gara più importante della sua carriera, a livelli come questi: fantascienza, anni fa. E’ diventato grande eccome. E non a caso, proprio per questo, da domani sarà ufficialmente in Top Ten.

