Domani sera giochi archiviati. Allo Sheraton Hotel di Milano si assisterà al famigerato gong che chiuderà ogni discorso di mercato in entrata anche per le squadre italiane. E fino alla fine, esattamente come tutto agli albori dell’estate ebbe inizio, c’è ancora un protagonista in copertina: il DS movimenti alla mano più scalmanato, Fabio Paratici.
Che soprattutto alla luce del disastroso avvio di stagione della sua Fiorentina, non si ferma. Il 3-0 incassato dal Frosinone al Franchi in occasione del Centenario ha fatto rumore eccome, servivano ulteriori risposte mediatiche. La prima chiaramente era una necessità, quella di sostituir Kean: arriva un altro centravanti a far concorrenza a Pellegrino, ecco gigante Beto, che torna in Italia dopo l’era Udinese direttamente dalla Premier. Trasferimento a titolo definitivo, quasi 18 milioni all’Everton. In questo caso ovviamente nullaosta per Moise, che può viaggiar già in giornata direzione Lago.
Ma non è finita qui. Perché Grosso, più che trequartisti, per il suo calcio espresso aveva bisogno di alette, ali pure, esterni d’attacco, proprio come espresso a Sassuolo. Per questo, dopo aver chiuso per Njie in uscita dal Torino per 17 milioni in prestito con obbligo di riscatto, arriverà pure un altro vecchio pupillo di Paratici e del giro della nazionale stessa: Willy Gnonto, eccolo dal Leeds, semplice prestito con diritto per un’alternativa in più a saltar l’uomo.
In questa maniera si potrà procedere anche col discorso uscite. Magari togliere elementi che non rispecchiano il calcio del tecnico o che provengono da annate difficili: non solo Kean, anche Gudmundsson ha deluso a più riprese e rotto con la piazza, può uscir nelle prossime ore. Su di lui forte l’interesse della Lazio così come quello dello stesso Bologna, se alla fine dovesse decidere d’accontentar Rowe e mandarlo all’Atalanta. Ore decisive ed effetto domino: il finale di mercato, si sa, come sempre è anche questo.

