L’influenza dei procuratori nel calcio italiano dei giorni d’oggi. Specialmente quando un club perde le sue figure più rappresentative e rilevanti, tal influenza arriva direttamente alle proprietà. Il caso del Monza, proprio in questa settimana, ne costituisce evidente riprova.
Monza che ha lasciato andare Bianco, come noto. Nonostante promozione più sofferta del previsto, aveva deciso di confermar l’ex tecnico del Frosinone. Che invece, non sentendo evidentemente tutta la massima fiducia, ha deciso egli stesso di far un passo indietro: ripartire dalla B e dall’ambizione del Pisa, piuttosto che bruciarsi in A e rischiar l’esonero alla prima difficoltà.
Monza che per giorni e giorni ha trattato e flirtato con Gilardino; già, prima che una figura di spicco come DS Burdisso lasciasse il club. A quel punto è cambiato tutto; a quel punto proprio la proprietà in attesa di eleggere un nuovo direttore sportivo sarebbe stata chiamata a compiere la scelta allenatore.
E quindi è salito di nuovo in cattedra qualcuno che, sin dai tempi di Galliani, anche con la nuova proprietà brianzola nutre eccome rapporti di fidelizzazione: Beppe Riso. Che ha proposto, e con successo, il suo solito cavallo di razza: Ivan Juric. Subito accolto, sorpassato Gila in un batter d’occhio, sarà il nuovo allenatore del Monza. La Brianza forse come ultima spiaggia nella geografia delle province di Serie A per ripartire dopo Roma, Southampton e Bergamo, tre fallimenti consecutivi.
L’influenza di Riso sul Monza è nota anni fa, quando gran parte dello zoccolo duro del team era composto da suoi assistiti. Juric ritroverà capitan Pessina, che lanciò ai tempi di Verona. Il procuratore di Pessina? Beppe Riso. L’influenza degli agenti nel calcio italiano dei giorni d’oggi.

