1 Settembre 2026

Riconoscimento facciale, rinviato il voto alla Camera: scontro tra governo e opposizioni

ROMA - È stato rinviato il voto della Commissione Affari europei della Camera sullo schema di decreto legislativo relativo all’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale da parte delle forze di polizia, in particolare per il riconoscimento facciale. A segnalarlo sono le opposizioni, già critiche dopo l’accelerazione impressa ieri con il via libera al provvedimento da…
30 Luglio 2026
Authentication by facial recognition concept. Biometric. Security system.

ROMA – È stato rinviato il voto della Commissione Affari europei della Camera sullo schema di decreto legislativo relativo all’utilizzo dei sistemi di intelligenza artificiale da parte delle forze di polizia, in particolare per il riconoscimento facciale. A segnalarlo sono le opposizioni, già critiche dopo l’accelerazione impressa ieri con il via libera al provvedimento da parte della Commissione Politiche Ue del Senato.

“Il rinvio del parere dimostra che il testo presenta ancora diverse criticità”, afferma Sandro Ruotolo, eurodeputato del Partito democratico e responsabile Informazione della segreteria nazionale del Pd. “Il Governo dovrebbe approfittare di questa pausa per ritirare il provvedimento, evitando di esporre l’Italia a un possibile scontro con le istituzioni europee”.

Sulla stessa linea Marianna Madia, vicepresidente della Commissione Affari europei e deputata di Iv-Casa Riformista, che definisce “molto grave” lo slittamento del voto. “La maggioranza ha chiesto improvvisamente di sospendere l’espressione del parere, nonostante la relatrice avesse già recepito alcune criticità emerse nel corso delle audizioni di esperti”, spiega. “Proprio perché il testo evidenziava punti problematici, non è stato ritenuto accettabile. Questo ha messo in difficoltà il centrodestra. Dopo quanto accaduto ieri in Senato, si tratta di un segnale politico rilevante”. Madia parla inoltre di una maggioranza “costretta a seguire le indicazioni di Palazzo Chigi anche su temi delicati come la privacy”, avvertendo sui rischi di un utilizzo estensivo degli strumenti di controllo.

Ruotolo ribadisce quindi la richiesta di un passo indietro da parte dell’esecutivo: “Le norme europee sono chiare e fissano limiti stringenti all’impiego del riconoscimento facciale in tempo reale negli spazi pubblici, perché in gioco ci sono diritti fondamentali come la privacy, la libertà di movimento e il diritto a manifestare senza essere sottoposti a controlli biometrici indiscriminati”.

Secondo l’europarlamentare dem, “la sicurezza non può essere trasformata in uno strumento ideologico né perseguita comprimendo le libertà individuali. L’Unione europea consente l’uso di tecnologie così invasive solo in casi eccezionali e con forti garanzie: un’impostazione che rappresenta una scelta di civiltà e che l’Italia è chiamata a rispettare”.

Infine, l’esponente del Pd avverte: “Se il Governo dovesse adottare una normativa in contrasto con l’AI Act, dovrà risponderne a livello europeo. Il rischio è che sia il Paese a pagare le conseguenze di una linea che mette in discussione le regole comuni invece di rispettarle. L’obiettivo deve essere un’Italia più sicura ma anche più libera, pienamente inserita nel contesto europeo”.