Campobasso, 30 set. – Proseguono gli accertamenti sul caso di Antonella Di Ielsi e della figlia Sara Di Vita, morte a Pietracatella nei giorni successivi al Natale scorso per un avvelenamento da ricina. Nella giornata di ieri la Squadra Mobile di Campobasso e gli uomini del Servizio centrale operativo della Polizia di Stato hanno effettuato perquisizioni negli studi professionali di Gianni Di Vita, marito e padre delle due vittime.
Le operazioni hanno interessato prima l’ufficio del commercialista a Pietracatella, situato di fronte all’abitazione di famiglia, e poi un secondo studio a Campobasso. Gli investigatori hanno acquisito documenti e materiale informatico, concentrando l’attenzione in particolare su computer, supporti di memoria e dispositivi elettronici, per ricostruire eventuali elementi utili alle indagini.
Nel corso della stessa giornata Di Vita si è recato per tre volte in Questura a Campobasso, anche per consegnare agli inquirenti dispositivi e copie di hard disk. Secondo quanto riferito, una delle visite era legata alle procedure per il materiale acquisito durante le perquisizioni; tra gli oggetti sequestrati risulta anche una borsa appartenuta ad Antonella Di Ielsi.
Nessun indagato
La Procura di Larino continua a procedere contro ignoti con l’ipotesi di duplice omicidio volontario premeditato. Gianni Di Vita, ex sindaco di Pietracatella e commercialista, non risulta iscritto nel registro degli indagati, come ribadito dalla procuratrice Elvira Antonelli.
Gli accertamenti sui dispositivi elettronici rientrano nell’attività istruttoria avviata dalla Procura. Nei giorni scorsi sono iniziate le operazioni di copia forense e indicizzazione dei dati contenuti in un computer e in dieci chiavette Usb sequestrati lo scorso 31 luglio. L’obiettivo è verificare possibili informazioni relative a rapporti, contatti, ricerche online e altri elementi che possano contribuire a chiarire come la ricina sia entrata nella casa delle vittime.
L’inchiesta resta dunque aperta e senza persone formalmente indagate. Gli esiti delle analisi tecniche e del materiale sequestrato saranno ora al centro dei prossimi sviluppi investigativi.

