Riccardo Bossi, primogenito del fondatore della Lega Umberto Bossi, è stato arrestato a Busto Arsizio, in provincia di Varese. Dovrà scontare una pena complessiva di 5 anni e 9 mesi, determinata dal cumulo di diverse condanne definitive.
Il provvedimento di esecuzione è stato firmato dal procuratore della Repubblica di Busto Arsizio, Carlo Nocerino. I carabinieri hanno raggiunto Bossi nella sua abitazione e lo hanno poi accompagnato nel carcere di Busto Arsizio.
La pena riguarda condanne per appropriazione indebita, truffa e indebita percezione del reddito di cittadinanza, relative a fatti avvenuti tra il 2011 e il 2020.
Nel cumulo rientra, tra le altre, la condanna a un anno e otto mesi per appropriazione indebita aggravata di circa 158mila euro, relativa a somme provenienti dalle casse della Lega e utilizzate, secondo le sentenze, per spese personali tra il 2009 e il 2011. È compresa anche la condanna a due anni e sei mesi per la percezione indebita del reddito di cittadinanza, divenuta definitiva nel giugno 2026 dopo la decisione della Cassazione di dichiarare inammissibile il ricorso della difesa.
Secondo le risultanze dell’inchiesta, Bossi avrebbe ricevuto circa 12.800 euro di reddito di cittadinanza, pari a 280 euro mensili per 43 mensilità, tra il 2020 e il 2023. Il contributo era legato al pagamento dell’affitto di un appartamento dal quale, secondo l’accusa, era già stato sfrattato per morosità.
Dal calcolo della pena da eseguire resta esclusa la condanna a un anno e quattro mesi per maltrattamenti ai danni della madre, poiché la sentenza non è ancora definitiva.

