Reggio Emilia, 20 giu. – Violenza sessuale e atti persecutori sulla figlia. I carabinieri eseguono divieto di avvicinamento con braccialetto per un pensionato di 61 anni di Castelnovo ne’ Monti. La misura, che impone all’uomo il mantenimento di una distanza minima di 500 metri dalla vittima e l’applicazione del braccialetto elettronico per il controllo a distanza, scaturisce dalla pronuncia della Suprema Corte di Cassazione.
I giudici di legittimita’ hanno reso definitivo l’accoglimento del ricorso in appello proposto dalla Procura reggiana, diretta da Calogero Gaetano Paci, dopo uche il gip di Reggio Emilia aveva rigettato le richieste cautelari.
Tra il 2021 e il 2025, per gli inquirenti, 61enne ha commesso nei confronti della figlia maggiorenne atti persecutori aggravati, violenza sessuale aggravata e violenza privata. Il quadro ricostruito dall’inchiesta delinea una situazione di estrema vulnerabilita’ per la vittima.
Il padre, peraltro con precedenti per abusi sessuali su minore, risulta attualmente imputato in un altro parallelo procedimento penale davanti al Tribunale collegiale di Reggio Emilia per vari abusi sessuali commessi ai danni della stessa figlia quando questa era minore, vicenda per la quale era gia’ stato dichiarato decaduto dalla potesta’ genitoriale.
Nonostante il divieto di contatti e la pendenza del processo, l’indagato ha ripreso a perseguitare la figlia nel corso del 2025. Si e’ appostato in due specifiche occasioni nei pressi della fermata dell’autobus che la ragazza utilizzava per recarsi a scuola; in coincidenza con il 18esimo compleanno della ragazza, l’ha sorpresa alla fermata rivolgendole insistenti complimenti fisici (“sei bellissima”, pretendendo un abbraccio e, incontrando il rifiuto della figlia, l’ha trattenuta con la forza.
Poi, usando come pretesto la presenza in auto di un cane a cui la giovane era affezionata, l’ha convinta a seguirlo in un parcheggio per prendere un caffe’, consegnandole infine una busta contenente del denaro e intimandole di non raccontare a nessuno dell’incontro.
Con le medesime modalita’, l’uomo si e’ nuovamente presentato alla fermata del pullman tentando di consegnarle 200 euro. Al fermo rifiuto della ragazza, che ha tentato di allontanars,i l’uomo le ha bloccato il passaggio. La giovane ha iniziato a urlare nel tentativo di chiedere aiuto, attirando l’attenzione di una testimone. Nel corso del primo incontro l’indagato inoltre ha costretto la ragazza a subire due baci sul collo (in zona oggettivamente erogena) e sulla guancia.

