C’è una sottosezione nei comitati per il Sì al Referendum sulla riforma della giustizia che potremmo chiamare ‘toghe in politica’. Si tratta di magistrati che non temono il controllo della politica – uno degli argomenti più polemici del fronte del No – forse perché della politica fanno già parte. Si sono candidati a qualche elezione, sono stati eletti o nominati, hanno parteggiato mentre erano in ruolo, e hanno rivestito la toga. E ora da magistrati con o senza ruolo in politica sposano – legittimamente – le ragioni del Sì e le propagandano.
Ne abbiamo individuati alcuni nella locandina del convegno ‘La trasversalità dei Sì’, due giorni conclusi ieri di dibattiti, interventi e tavole rotonde al teatro Quirino di Roma. A cominciare dal giudice civile di Nocera Inferiore Luigi Bobbio, ex senatore An, chiamato a parlare sul tema del sorteggio come antidoto al correntismo nel Csm. Bobbio è uno dei leaderissimi di questo fronte, fu tra i primi ad aprirlo con una intervista a Libero: “L’argomento (fasullo) del controllo politico sui pm è quello preferito dal procuratore di Napoli Nicola Gratteri,
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