8 Luglio 2026

Rapina in gioielleria, ok dei giudici alle intercettazioni che incastrano boss e ristoratore

Partito il processo a Giuseppe Trovato, Antonio Loria e a una complice per il colpo a mano armata da 100mila euro alla...
23 Novembre 2022
viterbo gioielleria bracci nei riquadri giuseppe trovato e antonio loria
viterbo gioielleria bracci nei riquadri giuseppe trovato e antonio loria

Via al processo a Giuseppe Trovato, boss di Mafia viterbese, e al ristoratore campano Antonio Loria per la rapina a mano armata alla gioielleria Bracci di piazza del Teatro. Ieri mattina la prima udienza, quella dell’ammissione delle prove, al tribunale di Viterbo. Ok dei giudici all’acquisizione delle intercettazioni telefoniche tra Trovato e Loria, ritenute dall’accusa prova regina perché di fatto incastrerebbero i due.

Nel 2018, quando il colpo è stato messo a segno, Trovato, titolare di tre compro oro nel capoluogo, era monitorato dai carabinieri nell’ambito dell’operazione antimafia Erostrato: ora sta scontando la pena, per associazione a delinquere di stampo mafioso, nel carcere di Nuoro al 41-bis.

Quella alla gioielleria Bracci è stata una rapina da 100mila euro tra monili e incassi, messa a segno all’ora di pranzo del 14 marzo di quattro anni fa. In quattro hanno fatto irruzione nel negozio legando i commessi con del nastro, sparando e ferendosi pure. Trovato, difeso dall’avvocato Giuseppe Di Renzo, sarebbe stato il mandante, oltre a mettere a disposizione degli esecutori materiali alloggi e mezzi per scappare e ad aver monetizzato la refurtiva. Loria, invece,