A dispetto di un tre a zero che ricandida la Roma e ne rilancia le proprie ambizioni Champions in attesa dei risultati di Juventus e Como, a Roma non si festeggia. Minimamente, anzi. Tam tam mediatico e tumulto in radio, come spesso avviene quando si accendono casi che la piazza contribuisce a far esplodere. In queste ore, malgrado la tripletta di Malen al piccolo Pisa ormai spacciato, non si parla d’altro che del botta e distanza tra Ranieri e Gasperini.
RANIERI Perché dopo mesi di frecciate del tecnico giallorosso alla propria dirigenza, stavolta Sir Claudio evidentemente ha perso la pazienza e qualche sassolino dalla scarpa se l’è voluto togliere. Proprio nel pre partita dell’anticipo del venerdì, stuzzicato sull’argomento, il senior advisor della famiglia Friedkin ha sottolineato d’esser tale per la Roma, non per Gasperini. Ama la Roma, come ha fatto un passo indietro da allenatore lo può far da dirigente. Aggiungendo materia croccante spiegando che ogni scelta di mercato è stata condivisa dall’allenatore e che Gasp stesso ad inizio stagione era uno dei 5/6 nomi suggeriti ma che dopo aver incassato tre rifiuti (Fabregas) è stata una scelta della proprietà. A cui comunque, ultima stoccata, è stata data una squadra che lo scorso anno chiuse ad un punto dalla Champions, proprio con lui in panchina.
“Ho chiesto due giocatori, me ne è arrivato solo uno. Sui giovani, scelte del club” replicherà Gasperini nel post gara. A questo punto l’idea che ci fosse frattura è confermata. Mesi e mesi di tensione che pure Sir Claudio aveva evidentemente accumulato dentro, per poi in un certo senso esplodere (sempre con signorilità). Adesso è tempo di pensar al campo, mancano sei partite e c’è un finale di stagione da giocare. Ma a fine campionato tutti sul tavolino. E non è escluso che una delle tre teste (Gasp, Massara e Ranieri) possa già salutare.


