22 Agosto 2026

Ragazzine di Minturno ritrovate dopo 14 giorni: tornano a casa i tre familiari, scatta l’obbligo di firma e dimora. Le motivazioni del giudice

Il Gip di Sulmona convalida il fermo per la madre, il compagno e il nonno delle due minorenni ritrovate a Formia dopo 14 giorni. Niente carcere: obbligo di dimora a Latina e firma quotidiana. Ma la Procura insiste: "È sequestro di persona"
26 Giugno 2026
sorelle scomparse minturno
Le due sorelline di 12 e 16 anni scomparse e ritrovate dopo 14 giorni
Si è conclusa dopo ben cinque ore di camera di consiglio l’udienza di convalida per le tre persone accusate dell’allontanamento delle due sorelle di 12 e 16 anni dalla casa famiglia di Civitella Alfedena (Abruzzo) dove si trovavano. Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Sulmona, Giulia Sani, ha convalidato il fermo ma ha deciso di non mandare in carcere gli indagati. Per loro sono state disposte misure più leggere: l’obbligo di dimora all’interno della provincia di Latina e l’obbligo di presentarsi ogni giorno in caserma per firmare.
I tre indagati che tornano a casa sono Valentina D’Acunto (la madre della ragazzine), il suo compagno Vincenzo Esposito e il padre della donna, Marco D’Acunto (nonno delle sorelle). I fatti sono cominciati tra il 6 e il 7 giugno scorsi a Civitella Alfedena, in provincia dell’Aquila, dove le due minorenni (originarie di Minturno) erano ospitate all’interno di una casa famiglia. Dopo due settimane di ricerche incessanti, durate in tutto 14 giorni, le forze dell’ordine hanno rintracciato le ragazzine a Formia. Erano nascoste nell’appartamento di una donna anziana, risultata essere una lontana parente della loro madre.
Nonostante la scarcerazione, la posizione dei tre indagati resta molto seria. La Procura della Repubblica contesta infatti il reato di sequestro di persona in concorso. Secondo i magistrati, gli elementi raccolti finora confermano questa accusa. Durante il lungo interrogatorio gli accusati hanno risposto a tutte le domande del giudice per spiegare la propria versione. Valentina D’Acunto, difesa dall’avvocato Enrico Mastantuono, ha dichiarato che il suo unico obiettivo era quello di riallacciare i rapporti e stabilire un contatto con le sue figlie. Gli altri due uomini sono invece difesi dall’avvocato Luca Cupolino.
La linea della difesa ha puntato a smontare l’accusa più grave: i legali hanno sostenuto che non si sia trattato di un vero e proprio sequestro di persona, bensì del reato meno grave di sottrazione di minori. Il giudice, tuttavia, non ha accolto questa tesi e ha confermato l’impostazione della Procura, ritenendo però sufficiente l’obbligo di dimora e di firma per evitare che il reato venga commesso di nuovo.
Le indagini comunque non sono chiuse. La Procura ha specificato che sono in corso ulteriori accertamenti investigativi. L’obiettivo degli inquirenti è capire se ci siano state altre persone che hanno aiutato il gruppo a organizzare la fuga e a nascondere le due sorelle per due settimane. Intanto, la difesa prende tempo: l’avvocato Luca Cupolino ha dichiarato che attenderà di leggere i dettagli e le motivazioni formali del provvedimento del giudice prima di fare mosse ufficiali e decidere se presentare o meno un ricorso al Tribunale del Riesame per chiedere la revoca totale delle misure, oppure se muoversi verso altre strategie di difesa.