La scoperta in un torrente olandese rivela che le microplastiche hanno contaminato anche le sorgenti più incontaminate già all’inizio degli anni Settanta
©Science of The Total Environment
Nel cuore della primavera del 1971, un entomologo raccolse da un limpido torrente nei Paesi Bassi una piccola larva d’insetto e la conservò in un cassetto di museo. Apparentemente era solo un esemplare ordinario di friganea (Ironoquia dubia), che aveva costruito la sua abituale custodia protettiva con detriti raccolti nell’ambiente acquatico. Nulla, all’epoca, sembrava fuori posto.
Tuttavia, a distanza di cinquant’anni, un nuovo esame di quel reperto ha cambiato radicalmente la prospettiva. Tra foglie e granelli di sabbia, si celavano frammenti gialli brillanti che non appartenevano alla natura. Sottoposti a microscopia e a spettroscopia a raggi X dispersiva di energia, hanno rivelato una realtà sconcertante: la larva aveva utilizzato microplastiche per costruire la sua casa.
I costruttori di microplastiche
Le larve delle friganee sono note per il loro comportamento ingegnoso: costruiscono strutture protettive trasportabili impiegando ciò che trovano nell’ambiente circostante. In laboratorio, questi insetti


