«Il fatto non sussiste». Così il giudice dell’udienza preliminare di Roma ha prosciolto il critico d’arte Vittorio Sgarbi e la compagna Sabrina Colle dalle accuse di sottrazione fraudolenta d’imposte. Per la procura, l’ex sottosegretario al ministero della Cultura nel 2020 aveva acquistato il dipinto Il giardino delle fate di Vittorio Zecchin facendo figurare come acquirente la fidanzata con il denaro di una terza persona. Per lo stesso dipinto Sgarbi è indagato per induzione indebita: avrebbe fatto pressioni tra il 2020 e il 2021 su alcuni funzionari del ministero. L’obiettivo del critico sarebbe stato quello di convincere il dicastero a non trattenere, esercitando il diritto di prelazione su beni non vincolati, il quadro acquistato.
La tesi della Procura


