Non ha ancora sciolto le riserve sul suo immediato Jannik Sinner. Ha iniziato soltanto nel weekend ad allenarsi di nuovo nell’ormai sua Montecarlo, all’interno di quelle strutture che ormai sente consolidate, col suo staff che prepara e lo segue meticolosamente ad ogni allenamento. Dopo tre settimane di cura e fisioterapia al J Medical di Torino per cercar di risolvere quel problema al ginocchio destro che non gli ha permesso di prender parte agli US Open, il Re altoatesino è com’è noto tornato nel Principato. Pian piano, giorno dopo giorno, lavorerà in campo, torna sulla parte tecnica, aumenterà carichi di lavoro e scoprirà risposte dal suo fisico.
TRA PECHINO E SHANGHAI Soltanto così potrà capir come e quando tornare. La missione è chiaramente l’Est. La missione si chiama Asia. Da comprendere se già a fine mese col 500 a Pechino o più presumibilmente al grande appuntamento dei Masters 1000 a Shanghai di inizio ottobre. Punti che scottano, soprattutto perchè Zverev fa sul serio ed inevitabilmente, col successo US Open, il numero due al mondo ha messo pressione al numero uno. Vietato prender rischi, ma con un tedesco in uno stato di forma del genere e nell’anno del riscatto così come della stessa consacrazione, meglio non dormir troppi sonni tranquilli se si vuol chiudere la stagione 2026 davanti a tutti.
SICURA VIENNA Ecco perché, al netto di qualsiasi ricaduta chiaramente da scongiurare, a fronte di qualsiasi considerazione sulla tabella di recupero, Sinner ha già confermato la sua adesione al 500 di Vienna di fine ottobre. Il Re altoatesino è campione d’Austria in carica: 2023 e 2025. Tra gli altri big che hanno già confermato c’è Zverev. Sarà possibilità di duello e testa e testa, evidentemente. In attesa della decisione di Alcaraz, tra gli altri grandi figurano Medvedev e Tiafoe.

