ROMA – Una delle gare più coinvolgenti del quarto turno, e siamo soltanto al sabato sera. Lazio-Milan, il grande appuntamento di giornata, s’è chiusa 2-2. Coinvolgente ed appassionante perché ha descritto due vite o due realtà completamente differenti: il primo ed il secondo.
Nel primo Lazio corta, compatta, idee chiare. Milan lento, sterile, prevedibile e superficiale. L’approccio più sbagliato possibile che possa mai permetterti contro quei biancocelesti affamati e non a caso a punteggio pieno. Così Gattuso, ancora impeccabile, infila due volte: doppia sbavatura da matita blu d’Estupinan, prima Cancellieri quindi Noslin sembrano far volare la Lazio.
Nella ripresa è tutt’altro Milan. Entrano Pulisic e Moreira, tutt’altra musica. Meno palleggio orizzontale, più verve e voglia di far male, penetrare, colpire. Il Milan insiste e nella fase centrale di ripresa, in due minuti, un doppio fendente proprio di Moreira ripristina clamorosamente la parità in un batter d’occhio.
Una doppia fiammata a cui poi sussegue gara viva, vivissima, ma senza ulteriori stoccate vincenti: si chiude 2-2, una gara splendida, una gara dai due volti. Continuità, alla fine, per entrambe: ecco perché non è minimamente risultato da buttare, per nessuna delle due realtà. La Lazio resta lassù: dopo tre successi niente poker, ma risultato positivo. Per il Milan, come i biancocelesti ancora imbattuto, rimonta e filotto: c’è pure Amorim, nonostante cantiere aperto risposte straordinariamente confortanti.

