22 Giugno 2026

Povertà strutturale in Italia: Caritas segnala vulnerabilità crescenti

Lavoro precario, casa e solitudine: 282.539 persone accompagnate nel 2025 ROMA - La povertà in Italia appare sempre più come una condizione strutturale e duratura, in cui lavoro, casa, salute e solitudine si intrecciano generando forme di vulnerabilità sempre più complesse. Lo segnala la prefazione al Report statistico di Caritas Italiana, firmata dal direttore don…
16 Giugno 2026
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Lavoro precario, casa e solitudine: 282.539 persone accompagnate nel 2025

ROMA – La povertà in Italia appare sempre più come una condizione strutturale e duratura, in cui lavoro, casa, salute e solitudine si intrecciano generando forme di vulnerabilità sempre più complesse. Lo segnala la prefazione al Report statistico di Caritas Italiana, firmata dal direttore don Marco Pagniello, che invita a utilizzare i dati per comprendere le fragilità del Paese e individuare le cause profonde di povertà, esclusione e disuguaglianze.

Secondo il report, nel 2025 la rete Caritas ha accompagnato 282.539 persone attraverso 3.520 servizi attivi, coinvolgendo 206 diocesi. Pagniello sottolinea che il dato testimonia la capillarità della presenza della Chiesa sul territorio e la crescita dei presidi parrocchiali, a indicare una povertà che «non è lontana, non è confinata, non è delegabile», ma presente nei quartieri e accanto alle famiglie.

Tra gli elementi evidenziati emerge la maggiore durata delle situazioni di disagio. Pur con un incremento dell’1,7% rispetto al 2024, nell’ultimo decennio il numero di persone accompagnate è aumentato complessivamente del 48%. Il 28,1% degli assistiti è seguito da almeno cinque anni e il numero medio di incontri annui per persona è salito a 8,7. Per il direttore di Caritas Italiana, questi indicatori segnalano il passaggio da episodi di povertà a vulnerabilità persistenti.

Un altro capitolo riguarda il lavoro. La povertà economica interessa il 78,1% delle persone assistite e le difficoltà occupazionali il 44,2%. Tra chi si rivolge alla Caritas, però, il 24% risulta occupato: secondo il report, in dieci anni l’incidenza dei lavoratori assistiti è quasi raddoppiata. Le famiglie con minori rappresentano il 52% del totale degli assistiti, mentre oltre due terzi hanno un titolo di studio non superiore alla scuola secondaria di primo grado. Dati che, osserva Pagniello, dimostrano come il lavoro non garantisca più in automatico condizioni di vita dignitose.

La terza dimensione segnalata è la compresenza di più fragilità. La vulnerabilità abitativa riguarda il 34,9% delle persone accompagnate, quella sanitaria il 16,1%; gli over 65 rappresentano il 15,4% e quasi un assistito su tre vive da solo. Tra coloro che soffrono di problemi di salute, quasi sei su dieci presentano tre o più ambiti di bisogno; la quota sale al 78,7% nei casi di sofferenza mentale. Per Pagniello, povertà, salute, abitazione e isolamento sociale sono aspetti interconnessi della stessa frattura sociale.

Nella prefazione viene inoltre rimarcata la necessità di affiancare alla prossimità e all’assistenza una prospettiva di giustizia sociale. Tra le priorità politiche indicate figurano il rafforzamento delle politiche abitative, il sostegno a un lavoro dignitoso, il supporto alle famiglie, il contrasto alla povertà educativa e la cura delle solitudini.

Particolare attenzione è dedicata al rapporto con i servizi pubblici: nel 2025, rileva il report, solo l’8% degli assistiti risultava preso in carico dai servizi territoriali. Una percentuale giudicata insufficiente dal direttore, che sollecita una maggiore integrazione tra politiche sociali, sanitarie e abitative.

L’appello conclusivo è rivolto alle comunità ecclesiali, alle istituzioni, alla politica e all’intero Paese: alle parrocchie e alle diocesi si chiede di lasciarsi interrogare dai dati e dalle storie; alle istituzioni di considerare l’ascolto della Caritas come un osservatorio civile utile per costruire percorsi di inclusione; alla politica di tornare a porsi come servizio al bene comune. In definitiva, conclude Pagniello, la condizione delle persone più fragili è un indicatore dello stato di salute dell’intera società.