9 Giugno 2026

Ponte Stretto: la procura di Roma apre inchiesta per corruzione, tre indagati. C’è anche un ex magistrato della Corte dei Conti

Reati di corruzione nell'ambito delle funzioni pubbliche, corruzione per azioni in contrasto con i doveri istituzionali, corruzione attiva compiuta da pubblico ufficiale; nonché diffusione e sfruttamento di informazioni riservate d'ufficio. Queste sono le contestazioni penali per cui la Procura di Roma ha affidato al ROS dei Carabinieri l'incarico di eseguire perquisizioni personali, abitazioni e analisi…
9 Giugno 2026
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Reati di corruzione nell’ambito delle funzioni pubbliche, corruzione per azioni in contrasto con i doveri istituzionali, corruzione attiva compiuta da pubblico ufficiale; nonché diffusione e sfruttamento di informazioni riservate d’ufficio.

Queste sono le contestazioni penali per cui la Procura di Roma ha affidato al ROS dei Carabinieri l’incarico di eseguire perquisizioni personali, abitazioni e analisi digitali su tre individui: S.G., avvocato di 71 anni proveniente dalla provincia di Reggio Calabria, ex membro del consiglio di amministrazione della società «Stretto di Messina S.p.A»; V.V., imprenditore di 65 anni di origine reggina, attualmente residente a Roma; M.T., 70 anni, ex presidente aggiunto della Corte dei Conti (in pensione dal febbraio 2026).

Come specificato nella comunicazione rilasciata dall’autorità giudiziaria, le indagini hanno dimostrato che i tre indagati hanno condotto azioni mirate a influenzare il giudizio di legittimità della Corte dei Conti relativo all’approvazione del progetto definitivo per l’opera pubblica denominata «Ponte sullo Stretto di Messina».

L’avvocato e l’imprenditore, con l’intento di orientare positivamente tale valutazione della Corte dei Conti a vantaggio della società «Stretto di Messina S.p.A», avrebbero contattato il giudice contabile, offrendogli supporto per assumere posizioni dirigenziali in enti pubblici dopo il suo pensionamento, condizionando questa promessa alla sua attiva collaborazione per realizzare l’obiettivo indicato.

I due avrebbero inoltre tentato di avvicinare altri magistrati considerati strategici per gli interessi del gruppo nella realizzazione dell’infrastruttura, e hanno condiviso con persone esterne informazioni coperte da segreto, ottenute dal giudice della Corte dei Conti indagato.

Quest’ultimo, nel frattempo, avrebbe manifestato la propria disponibilità, fornendo continue aggiornamenti sul procedere della procedura gestita dalla Corte Contabile, diffondendo dati riservati sulle posizioni dei colleghi magistrati contabili e sull’evoluzione della Camera di Consiglio in sessione plenaria della Corte.

Inoltre, avrebbe analizzato la decisione negativa del 29 ottobre 2025, impegnandosi a preparare, a vantaggio della «Stretto di Messina S.p.A», un documento(memory) da consegnare al commercialista della società, esprimendo in cambio l’intenzione di diventare presidente dell’Antitrust o di una società partecipata.

Durante le perquisizioni, effettuati a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e in quella di Frosinone, sono stati trovati e messi sotto secesso numerosi dispositivi elettronici e documenti, che saranno oggetto di approfondite valutazioni e analisi per verificare il loro valore probatorio rispetto alle accuse di reato contestate.