A dare i numeri di questa operazione è Daniele Corradini, comandante del I Gruppo Roma della Guardia di Finanza. I controlli sono durati due giorni e si sono concentrati su diverse stazioni di rifornimento prese a campione tra la Capitale e la provincia. Il bilancio parla chiaro: più di 10,5 tonnellate di carburante non conforme sono finite sotto sequestro, e le multe per i gestori furbi hanno già superato i 20 mila euro.
Le verifiche sono nate dopo un’inchiesta giornalistica dell’Adnkronos, che ha raccolto le segnalazioni di molti meccanici romani esausti per le troppe auto arrivate in officina con i motori distrutti da carburanti difettosi. I controlli si sono allargati anche sul litorale a nord di Roma, interessando le zone di Fregene, Passoscuro e Ladispoli. Qui tre impianti sono stati sanzionati perché non avevano comunicato i prezzi al Ministero o perché non esponevano il cartello con la media regionale, obbligatorio per difendere i clienti. Spesso dietro queste truffe e dietro i sigilli per infiltrazioni della mafia si nasconde il business delle cosiddette “pompe bianche”, cioè i distributori senza marchio.
Il colonnello Corradini ha confermato che il problema è nazionale. Solo nel Lazio, il comando regionale della Guardia di Finanza ha sequestrato oltre 165 tonnellate di prodotti fuori norma, con un aumento shock del 350% rispetto all’anno precedente. Un imbroglio che fa guadagnare cifre enormi ai distributori disonesti, lasciando i cittadini a… piedi. Durante i controlli alcuni automobilisti hanno persino applaudito i finanzieri al lavoro.

