6 Agosto 2026

Pomezia – Il ‘serbatoio’ delle finte assunzioni, tesoro da 35 milioni: così i furbetti della logistica svuotavano il Fisco romano

Dall'area romana si ramificava una rete di finti appalti finalizzati ad abbattere il carico fiscale sulla pelle dei dipendenti irregolari scoperti grazie all'analisi dei flussi telematici previdenziali
17 Luglio 2026
guardia di finanza pomezia velletri roma
Un articolato e complesso sistema di somministrazione illecita di manodopera nel settore della logistica è stato scoperto e smantellato dai Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma. L’operazione, condotta dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Pomezia, ha svelato un meccanismo fraudolento basato sull’utilizzo di società fittizie, prive di qualsiasi effettiva operatività economica, create al solo scopo di abbattere i costi del lavoro e le tasse.
L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Velletri, ha preso in esame il triennio compreso tra il 2020 e il 2022. In questo arco temporale, l’attività investigativa ha permesso di accertare l’impiego irregolare di oltre 1.800 lavoratori. Il sistema si reggeva su 11 società cosiddette “serbatoio” che, dal punto di vista formale, erano le titolari dei contratti di lavoro e assumevano i dipendenti. Dal punto di vista sostanziale, invece, queste aziende erano scatole vuote, totalmente prive di una propria struttura organizzativa. La gestione reale di tutte le prestazioni lavorative faceva capo interamente a una società consortile capofila. Questa netta dissociazione tra la titolarità formale e la gestione effettiva ha pesantemente penalizzato la posizione giuridica, economica e assicurativa dei lavoratori coinvolti.
I rapporti economici tra la società consortile capofila e le 11 consorziate venivano regolati attraverso contratti di appalto che i militari hanno ritenuto privi dei requisiti minimi di sostanza. Su questa base, l’organizzazione ha costruito un imponente giro di fatturazione per operazioni inesistenti. I numeri complessivi ricostruiti dalla Guardia di Finanza delineano un quadro di evasione massiccia, con un ammontare complessivo di fatture fittizie accertate che supera i 35 milioni di euro.
L’evasione dell’IVA è stata stimata in oltre 10 milioni di euro, mentre nel corso delle attività è stata rilevata anche l’indebita compensazione di crediti d’imposta inesistenti per oltre 1,7 milioni di euro. A questo scenario si aggiunge il sistematico omesso versamento dei contributi previdenziali e assistenziali obbligatori, che ha danneggiato le coperture pensionistiche dei lavoratori.
Tutti gli esiti dello screening investigativo sono stati comunicati all’INPS per i successivi riscontri. Attraverso l’analisi approfondita del flusso obbligatorio “Uniemens”, il canale telematico con cui i datori di lavoro trasmettono mensilmente i dati retributivi e contributivi, l’istituto previdenziale ha rideterminato l’esatto ammontare dei contributi evasi dalle consorziate, irrogando sanzioni amministrative per un totale di oltre 7 milioni di euro.
La svolta sul piano economico riguarda la responsabilità solidale per le somme dovute. Il totale degli importi ricostruiti e contestati non ricadrà solo sulla società consortile capofila e sulle 11 aziende collegate, ma vede obbligati in solido anche i committenti operanti nel settore della Grande Distribuzione Organizzata, come supermercati, ipermercati e discount, che usufruivano dei servizi di logistica. A conclusione dell’attività di indagine, i Finanzieri di Pomezia hanno segnalato alla Procura di Velletri 23 persone fisiche e 11 società. Le accuse contestate a vario titolo vanno dall’emissione e annotazione di fatture per operazioni inesistenti all’indebita compensazione di crediti d’imposta, fino alla somministrazione fraudolenta di manodopera.