La morte di Francesco Pio sbranato da due pitbull nel salernitano ha fatto tornare d’attualità il dibattito sui cani cosiddetti pericolosi. Si parla anche di rottweiler, amstaff e dogo argentino. Così come del pastore maremmano abruzzese, che può essere letale se lo si affronta nel suo territorio. Roberto Marchesini, etologo e zooantropologo, spiega però oggi al Corriere della Sera che questo tipo di cani è pericoloso soltanto se è gestito male. E che bisogna formare i padroni: «Consideriamo i cani come dei figli e crediamo che non ci potranno mai fare del male. Pensiamo che averne cura sia qualcosa di spontaneo, che non ci sia alcunché da imparare. Non è così. Vale per tutte le razze, a maggior ragione per
«Pitbull, rottweiler, amstaff e dogo: ecco perché pensare ai cani come a dei figli è pericoloso»
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