25 Giugno 2026

Pio d’Emilia: in Cina non c’è panico per il Covid, ormai definito ufficialmente un’infuenza

L’emergenza Covid in Cina è stata sopravvalutata dall’Occidente. Lo sostiene il giornalista e yamatologo Pio d’Emilia, che  da oltre trent’anni vive e lavora in Asia. In una intervista a Libero sostiene infatti che “tutto quello che noi sentiamo della Cina possono essere speculazioni, come questi video che circolano on line di morti accatastati nei crematori”.…
31 Dicembre 2022
Covid Cina 2
Covid Cina 2

L’emergenza Covid in Cina è stata sopravvalutata dall’Occidente. Lo sostiene il giornalista e yamatologo Pio d’Emilia, che  da oltre trent’anni vive e lavora in Asia. In una intervista a Libero sostiene infatti che “tutto quello che noi sentiamo della Cina possono essere speculazioni, come questi video che circolano on line di morti accatastati nei crematori”.

Pio d’Emilia: non hanno attrezzato le strutture sanitarie

Giustificate invece le critiche su come è stato affrontato il Covid. “In questi tre anni – afferma Pio d’Emilia – francamente Pechino poteva dedicarsi a rafforzare le sue strutture, come ha fatto anche la nostra Italietta. Doveva aumentare le terapie intensive, il personale, e non l’ha fatto. Ecco perché adesso c’è il collasso degli ospedali, ma ripeto, è un collasso dato da un’endemia. Ormai in Cina il Covid è anche ufficialmente definito un’influenza endemica».

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Il dato più importante che emerge dall’intervista però è un altro. E cioè il fatto che i cinesi non stanno vivendo questa nuova aggressività del virus con ansia e panico. “Non solo non c’è il panico in Cina ma c’è grande euforia in questo momento. I cinesi i soldi ce li hanno, metà della popolazione è diventata classe media, non vede l’ora di andarsene in giro per il mondo. Ed ecco dov’è la grande emergenza in questi giorni: ci sono 300 milioni di cinesi che hanno già prenotato on line dei biglietti aerei, nazionali ma anche internazionali, per l’Europa, per il Giappone, la Malesia e la Corea, e che adesso sono furiosi perché all’estero minacciano di chiudere di nuovo le frontiere”.

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