Cosa contengono davvero i nostri crackers? Tra le altre cose, anche tracce di pesticidi e acrilammide, solo 4 marchi su 12 sono stati promossi dal test svizzero e all’ultimo posto troviamo i Tuc
@GreenMe
Croccanti, pratici da portare ovunque e perfetti per uno spuntino veloce o un aperitivo: i cracker sono un alimento diffusissimo, presente sugli scaffali in tantissime varianti e marche. Ma siamo sicuri che siano tutti più o meno uguali? Per rispondere a questa domanda, la rivista svizzera K-Tipp ha realizzato un test su 12 tipi di cracker a base di cereali. I risultati? Alcuni prodotti sono stati promossi, altri decisamente bocciati.
I risultati
Il test ha messo in luce differenze sostanziali tra cracker integrali e quelli realizzati con farina bianca. I primi si sono dimostrati più ricchi di fibre, meno grassi e privi di residui pericolosi. I secondi, invece, spesso poveri di elementi nutritivi, sono risultati più grassi e in alcuni casi contaminati da pesticidi o sostanze potenzialmente nocive come l’acrilammide.
Solo 4 dei 12 prodotti analizzati hanno ottenuto una valutazione positiva. Il migliore?
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