La Direzione generale dell’aviazione civile (Dgac) del Perù ha disposto, in via precauzionale, la sospensione temporanea delle operazioni della compagnia locale Aerodiana, dopo l’incidente aereo avvenuto nell’area di Nazca che ha causato la morte di tredici persone, tra cui sette cittadini italiani. La decisione è stata comunicata dal ministero dei Trasporti e delle Comunicazioni peruviano in una nota diffusa dall’agenzia Andina. Il provvedimento resterà in vigore fino al termine delle verifiche sul rispetto delle norme, delle procedure e delle condizioni previste dalla regolamentazione aeronautica.
Il ministero ha precisato che la Dgac non è incaricata di accertare le cause dell’incidente, ma si occupa esclusivamente di verificare la conformità della compagnia alle normative vigenti. L’indagine sulle dinamiche e sulle circostanze dello schianto è invece affidata alla Commissione investigativa sugli incidenti aerei (Ciaa), organismo tecnico indipendente.
Secondo quanto riferito dall’agenzia Andina, tre ispettori della Dgac specializzati in operazioni di volo e aeronavigabilità sono già impegnati sul posto per effettuare controlli tecnici e documentali. Parallelamente, due investigatori della Ciaa stanno raccogliendo prove, acquisendo documentazione e conducendo interrogatori utili all’inchiesta. Gli esperti resteranno a Nazca per tre giorni, al termine dei quali il materiale raccolto sarà trasferito a Lima per le analisi approfondite.
Nell’ambito delle indagini, la Ciaa valuterà anche la possibilità di individuare e recuperare la scheda di memoria presente a bordo del velivolo. Pur non essendo dotato di una scatola nera tradizionale, l’aereo dispone infatti di un dispositivo in grado di registrare dati relativi al funzionamento e alla posizione durante il volo, conclude Andina.

