ROMA, 8 AGO – Patente a 17 anni, casco e contrassegno per i cicli a propulsione, controlli più rigidi contro chi circola senza assicurazione e un sistema di sanzioni ritenuto meno penalizzante e più proporzionato alle infrazioni. Sono alcune delle novità al centro del confronto tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, operatori e associazioni di categoria sulla riforma del Codice della strada.
Il nuovo testo, riferisce il Mit, punta a rendere obbligatoria per i Comuni l’adesione alla piattaforma Cude, il Contrassegno europeo di parcheggio per le persone con disabilità. Gli enti che non si adegueranno non potranno utilizzare sistemi di rilevazione a distanza per le violazioni relative agli stalli riservati e alle zone a traffico limitato.
Per i motociclisti si valuta il rafforzamento delle misure di protezione in autostrada e la possibilità, in presenza di incidenti o rallentamenti intensi, di utilizzare la corsia di emergenza, assicurando comunque il transito dei mezzi di soccorso. Allo studio anche il sorpasso a destra in autostrada: sulle carreggiate e superstrade a tre corsie potrebbe essere introdotta la disciplina della circolazione per file parallele, consentendo quindi il superamento dei veicoli anche sul lato destro.
Per i cicli a propulsione, utilizzati anche nel settore delle consegne a domicilio, si ipotizzano l’obbligo del casco e l’introduzione di un contrassegno identificativo. Prevista inoltre una stretta contro la circolazione senza copertura assicurativa, attraverso verifiche rafforzate nelle banche dati della Motorizzazione e il possibile ricorso a un divieto di circolazione digitale. In assenza di regolarizzazione, al primo controllo su strada potrebbe scattare direttamente il sequestro del mezzo.
Il Mit lavora anche a misure contro il degrado urbano e l’abbandono dei veicoli, oltre che a un sistema di multe più semplice e commisurato alla gravità effettiva delle violazioni. Le sanzioni resterebbero invece più severe per i veicoli privi di assicurazione. Tra le ipotesi figurano inoltre la riduzione delle maggiorazioni in caso di pagamento non conforme, il recupero delle multe non versate dagli stranieri nei cinque anni successivi all’infrazione e la possibilità di riscossione coattiva nei confronti di chiunque circoli in Italia con il veicolo utilizzato per commettere la violazione.
La proposta prevede anche lo stop all’adeguamento automatico delle multe all’inflazione, un maggiore ricorso al prefetto e procedure di autotutela più snelle per ottenere l’annullamento dei verbali errati, soprattutto nei casi di lievi irregolarità nei pagamenti. Per gli accertamenti effettuati da remoto, il termine di notifica dei verbali potrebbe scendere da 90 a 30 giorni.
Una quota maggiore degli introiti delle sanzioni dovrebbe infine essere destinata alla sicurezza stradale: l’ipotesi del Mit prevede il 70% dei proventi all’ente proprietario della strada, da reinvestire in interventi di sicurezza, e il restante 30% all’ente accertatore per le attività di controllo e notifica.

