29 Settembre 2026

Partito Putin verso i due terzi alla Duma: elezioni sotto attacco con droni e cyberattacchi, UE denuncia repressione

Mosca, 21 set. – Il partito di governo Russia Unita si dirige verso una solida maggioranza dei due terzi alle elezioni per il rinnovo della Duma di Stato, le prime consultazioni tenutesi dall’avvio dell’offensiva su larga scala in Ucraina nel 2022. Con oltre la metà delle schede già scrutinata, la formazione vicina a Vladimir Putin…
21 Settembre 2026
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Mosca, 21 set. – Il partito di governo Russia Unita si dirige verso una solida maggioranza dei due terzi alle elezioni per il rinnovo della Duma di Stato, le prime consultazioni tenutesi dall’avvio dell’offensiva su larga scala in Ucraina nel 2022. Con oltre la metà delle schede già scrutinata, la formazione vicina a Vladimir Putin registra il 57,8% dei consensi, ottenendo così la possibilità di promuovere riforme costituzionali.

A distanza seguono i comunisti del Kprf (13,7%) e i nazionalisti del Ldpr (8,7%), in una tornata elettorale che ha escluso qualsiasi forza apertamente oppositrice o contraria al conflitto, come la lista Iabloko, e che è stata estesa anche alle regioni ucraine annesse alla Russia.

La giornata elettorale di domenica è stata segnata da un massiccio attacco ucraino condotto con oltre mille droni, che ha causato almeno due vittime nella regione di Mosca, colpendo una raffineria nella capitale e un autobus nel territorio di Kherson sotto occupazione russa. Il ministero della Difesa russo ha immediatamente annunciato un’intensificazione dei raid con armi di precisione su Kiev, mentre il presidente Volodymyr Zelensky ha rivendicato l’efficacia degli attacchi, confermando al contempo un prossimo incontro a New York con Donald Trump per discutere ipotesi di de-escalation.

A complicare lo svolgimento del voto si sono aggiunti imponenti attacchi informatici contro i sistemi di voto elettronico e le infrastrutture di telecomunicazione russe. Intanto l’Unione Europea ha denunciato un clima di “repressione sistematica e istituzionalizzata”, mentre manifestazioni di protesta dell’opposizione in esilio sono state registrate davanti alle ambasciate russe a Berlino e Londra.