26 Giugno 2026

Parte il governo Netanyahu, in equilibrio tra Riad e Teheran

Se il timore di un Iran nucleare è ancora (o meglio: adesso più che mai) la principale minaccia che il nuovo/vecchio governo israeliano si trova davanti, la possibilità di costruire una partnership con l’Arabia Saudita è una speranza. Sono questi due i capisaldi strategici su cui l’esecutivo di Benajamin Netanyahu — che oggi, 29 dicembre…
29 Dicembre 2022
B1DA4CC3 E0F5 4CC1 9066 F06A3718D76D
B1DA4CC3 E0F5 4CC1 9066 F06A3718D76D

Se il timore di un Iran nucleare è ancora (o meglio: adesso più che mai) la principale minaccia che il nuovo/vecchio governo israeliano si trova davanti, la possibilità di costruire una partnership con l’Arabia Saudita è una speranza. Sono questi due i capisaldi strategici su cui l’esecutivo di Benajamin Netanyahu — che oggi, 29 dicembre entra di fatto in azione — si troverà a lavorare.

Il ritorno al governo di Bibi è segnato da questi due dossier anche perché nei pochi, recenti mesi di opposizione ha più volte dedicato spazio ai due temi (e a una serie di questioni correlate) per accusare i governi rivali di essere troppo deboli o poco incisivi, aggiungendo spunti sulle sue teoriche capacità (migliori) nel raggiungere su entrambi campi risultati (maggiori).

Nella realtà, sia il contenimento di Teheran che la possibilità di normalizzare i rapporti con Riad non rientrano completamento nelle potenzialità di Netanyahu, perché tendono a essere questioni molto complicate in cui le volontà politiche del premier israeliano segnano solo una porzione delle forze in campo.

Il governo che Netanyahu