Ore paradossali in casa Italvolley, ma forse meglio così. Chiusa in Scandinavia la prima fase di gironi di qualificazione degli Europei 2026 che coinvolgeranno il panorama continentale per le prossime settimane, suonano come d’avvertimento le parole del condottiero più storico, quello di tutti questi anni, il commissario tecnico campione olimpico e campione del mondo, Julio Velasco.
Colui che adesso vuol calare il tris, quindi trascinare le ragazze della pallavolo azzurre sul tetto d’Europa, dopo le Olimpiadi 2024 ed il Mondiale 2025. Se il ruolino di marcia in Scandinavia è stato pressoché perfetto, con le azzurre capaci di battere pure la Francia (3-1 di ieri) per un successo che consente loro di chiudere la Pool D di prima fase di qualificazione (quella che per l’appunto nel calcio sarebbe la fase a gironi, ndr) in testa a tutte dopo 4 vittorie su 4 in un girone comprendente realtà come le padrone di casa della Svezia o la stessa Slovacchia, Velasco non ne uscirà pienamente soddisfatto.
Anzi, il campanello d’allarme è di quelli importanti. Perché a più riprese, l’esperto condottiero ribadirà a stampa e non solo quanto e come oggigiorno il suo gruppo ha il vizio di parlar troppo, dopo ogni punto perso. Lasciando forse intendere come non ci sia la stessa determinazione, umiltà o coesione di intenti degli anni migliori, quelli precedenti. “Dopo ogni punto perso l’unica attenzione era volta sulla palla successiva” ha più volte sottolineato Velasco. Oggi, evidentemente no.
E come se non bastasse, proprio in prospettiva futura, inizia a delinearsi un tabellone che di buone positive proprio non ne porta. In attesa di comprendere chi sarà l’avversario agli ottavi in Repubblica Ceca che le azzurre saranno chiamate ad affrontare il prossimo weekend (Grecia o Bulgaria, al momento), se guardiamo oltre e rivolgiamo un ottimistico sguardo già alla potenziale semifinale si profila una trasferta clamorosa: nella bolgia di Istanbul, a casa loro, proprio la Turchia di Santarelli. Finale anticipata?

