Difficilmente sarà Antonio Conte il nuovo commissario tecnico della Nazionale. Difficilmente sarà Conte 2.0 a Coverciano. Non è mai stata probabilmente la prima scelta di Maldini e Leonardo, i nuovi dirigenti a cui l’altrettanto nuovo presidente federale Malagò ha deciso i piani più alti dell’organigramma dirigenziale e quindi, soprattutto, la scelta del nuovo tecnico.
Conte spreme. Essenza e mentalità, senz’altro, ma non bastano due anni: serve un progetto a lungo termine anche per la massima espressione del nostro calcio, la nazionale. Serve qualificarsi al Mondiale fra 4 anni, non è più tempo di far semplicemente un ottimo europeo fra due anni. Ecco perché la figura di Conte esprime intrinsecamente le sue controindicazioni, storicamente.
E ieri, negli studi di Dazn prima della finalissima Mondiale, ammetterà di non esser stato minimamente contattato dalla nuova Nazionale, seppur abbia espresso parole d’elogio per Malagò e Maldini. Lui sarebbe aperto, apertissimo, specialmente in questo momento di vita e carriera. Al momento resiste Mancini, ma se la decisione dovesse arrivare nei prossimi giorni, quello più vicino è la tentazione Pirlo, la tentazione di Maldini e Leonardo. Il sogno, ancora e comunque, corrisponde al nome di Pep Guardiola.

