20 Settembre 2026

Pallamano d’oro ai Giochi del Mediterraneo, brinda pure Civitavecchia: Pacifico, l’ennesimo capolavoro

CIVITAVECCHIA - E c'è pure un grosso pezzo di Civitavecchia nella medaglia d'oro che hanno conseguito le ragazze della Nazionale di pallamano agli ultimi Giochi del Mediterraneo. Un trionfo, quello tricolore, che porta a tutti gli effetti anche il nome di un figlio della città tirrenica: Patrizio Pacifico. Ebbene sì, proprio lo storico tecnico della…
4 Settembre 2026
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CIVITAVECCHIA – E c’è pure un grosso pezzo di Civitavecchia nella medaglia d’oro che hanno conseguito le ragazze della Nazionale di pallamano agli ultimi Giochi del Mediterraneo. Un trionfo, quello tricolore, che porta a tutti gli effetti anche il nome di un figlio della città tirrenica: Patrizio Pacifico. Ebbene sì, proprio lo storico tecnico della Flavioni Handball, il direttore d’orchestra di quelle radiose giornata di maggio 206, quando per la prima volta portava una squadra di pallamano in massima serie nazionale. Col tempo Pacifico, oltre a tuffarsi nella politica locale (in cui tra l’altro resta delegato allo sport dell’Amministrazione civitavecchiese), ha fatto carriera anche in ambito sportivo. Un’istituzione locale divenuta ormai pianta stabile nazionale, dapprima con la chiamata della nazionale quindi in quella femminile. Da preparatore atletico, uno dei migliori nella pallamano. E la stessa missione dei Giochi del Mediterraneo l’ha preparata lui. Atleticamente, queste ragazze le ha plasmate lui. Ecco perché resta ancora una volta motivo di vanto e d’orgoglio, anche e soprattutto per Civitavecchia. Dopo il trionfo ai Giochi, Pacifico stesso esternerà così tutta la sua gioia e la sua stessa soddisfazione sui propri canali social: “Questo oro appartiene alle donne della Nazionale italiana: ragazze forti, fiere e determinate, capaci di lottare, rialzarsi dopo ogni difficoltà e restare unite anche nei momenti più duri. Abbiamo iniziato perdendo 25-22 contro la Tunisia e concluso battendo la stessa squadra 25-23 nella finale per l’oro. Tra le due partite non è cambiato solo il risultato: è cresciuta una squadra, nella fiducia, nella consapevolezza e nella convinzione di poter arrivare fino in fondo. Il mio lavoro è iniziato molto prima della finale: un programma di preparazione di otto settimane, il Camp di Chieti e, durante i Giochi, l’attivazione e il priming quotidiani. Ho avuto inoltre l’onore e la responsabilità di essere video analyst e allenatore dei portieri. Il torneo si è chiuso con il 38% di parate: 77 su 203 tiri, con un picco del 54%. Numeri che appartengono a Margherita Danti, Francesca Luchin e Julia Maurer: tre portiere straordinarie, capaci di trasformare preparazione, analisi e correzioni in interventi decisivi. Dietro questa medaglia ci sono una squadra capace di ascoltare, reagire e crescere insieme, uno staff competente e appassionato, giorni di fatica, sacrifici e scelte condivise. Ma soprattutto ci sono loro: le nostre campionesse, che hanno creduto in un sogno e lo hanno trasformato in realtà.Grazie a coach Martin Albertsen, Henrik Pehrson, Michela De Cicco, al doc Pietro “Pedro” Jansiti, al presidente Stefano Podini per il sostegno e la possibilità di vivere un’esperienza così importante.A tutte le mie donne pallamaniste di Civitavecchia: trovate il vostro sogno e percorrete con determinazione la strada che vi separa da esso. Ogni caduta e ogni ripartenza vi porteranno più vicine a ciò che desiderate. Forza Italia. Forza la Pallamano. Forza le donne della pallamano italiana. Siamo d’oro”.