PALERMO – Avrebbero sottratto parte dei pedaggi pagati dagli automobilisti lungo l’autostrada Palermo-Messina. Per questo motivo sei persone, tra cui cinque dipendenti del Consorzio Autostrade Siciliane (Cas) e un impiegato della società che gestisce il sistema informatico dell’ente, sono finite al centro di un’inchiesta della Procura di Termini Imerese.
Su disposizione del gip, gli indagati sono stati raggiunti da un provvedimento di sospensione dall’esercizio del pubblico servizio per sei mesi. Le accuse riguardano complessivamente 266 episodi di peculato.
L’indagine è nata da un esposto presentato dallo stesso Consorzio Autostrade Siciliane, che aveva segnalato anomalie negli incassi registrati ai caselli di Buonfornello, Cefalù e Castelbuono. In particolare era emersa una discrepanza tra il numero dei transiti effettuati dagli automobilisti e le somme effettivamente contabilizzate e versate all’ente.
Secondo gli investigatori della Polizia Stradale di Buonfornello, gli indagati si sarebbero appropriati di piccole somme di denaro per ogni operazione, generalmente comprese tra 7 e 15 euro. Un sistema che, ripetuto nel tempo, avrebbe consentito di accumulare numerosi episodi contestati.
Per documentare quanto accadeva ai caselli, gli agenti hanno installato telecamere all’interno delle postazioni di servizio. Dalle immagini sarebbe emerso che i tecnici esattori ritiravano il biglietto e il denaro consegnato dagli automobilisti senza però registrare correttamente l’operazione attraverso il sistema elettronico deputato alla contabilizzazione dei pedaggi.
Le indagini proseguono per accertare l’esatto ammontare delle somme sottratte e le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti.

