PALERMO – Un giovane tunisino di circa 25 anni è stato trovato morto questa mattina a bordo di un traghetto proveniente da Tunisi e arrivato al porto di Palermo. Secondo le prime ricostruzioni, il ragazzo avrebbe cercato di raggiungere clandestinamente l’Italia nascondendosi all’interno dell’abitacolo di un’automobile imbarcata nel garage della nave.
Il corpo è stato scoperto all’arrivo del traghetto sulla banchina del porto siciliano. Fonti della Questura di Palermo, citate da Agenzia Nova, riferiscono che gli agenti hanno avviato immediatamente gli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto e chiarire come il giovane sia riuscito a restare nascosto nel veicolo durante la traversata.
Il ragazzo non aveva con sé documenti di identità e la sua identificazione resta al momento provvisoria, sulla base degli elementi raccolti dagli investigatori. Dai primi riscontri medico-legali non sarebbero emersi segni evidenti di violenza.
Tra le ipotesi prese in esame c’è quella di una morte provocata dalle condizioni all’interno dell’auto, dove la mancanza di aerazione e le temperature elevate potrebbero aver reso impossibile la sopravvivenza. Gli inquirenti, tuttavia, mantengono aperta ogni pista in attesa degli esiti degli esami medico-legali.
La Procura di Palermo ha aperto un fascicolo d’indagine e disposto il sequestro della salma, trasferita all’Istituto di medicina legale del Policlinico. L’autopsia, insieme agli eventuali accertamenti tossicologici, dovrà stabilire le cause e il momento del decesso.
Nel frattempo proseguono gli approfondimenti sulle modalità con cui il giovane sarebbe riuscito a introdursi nell’automobile e ad accedere al garage della nave senza essere individuato. La proprietaria del mezzo, che avrebbe trovato per prima il cadavere una volta sbarcata al porto di Palermo, è stata ascoltata dalla polizia alla presenza del sostituto procuratore Claudio Camilleri.
La donna risulta formalmente iscritta nel registro degli indagati, un passaggio necessario per consentire lo svolgimento degli accertamenti irripetibili e verificare eventuali responsabilità. Gli investigatori dovranno chiarire se fosse a conoscenza della presenza del giovane oppure se quest’ultimo si fosse introdotto nel veicolo senza che la conducente ne fosse informata, prima dell’imbarco dal porto tunisino di La Goulette.
Gli agenti della Sezione immigrazione della Squadra mobile di Palermo stanno acquisendo testimonianze e documenti relativi alla traversata, compresi i registri di imbarco. Restano in corso anche le verifiche sulla provenienza del giovane e su possibili contatti in Tunisia e in Italia.
La vicenda richiama l’attenzione sui gravi rischi affrontati da chi tenta di arrivare in Italia in modo clandestino, nascondendosi nei veicoli o nei garage dei traghetti di linea. Il caso avviene a meno di due settimane dal naufragio al largo di Ben Gardane, nel sud della Tunisia, nel quale morirono 14 migranti tunisini e un solo uomo riuscì a sopravvivere.

