Padova, 4 set. – Si aggirava nel piazzale della stazione ferroviaria di Padova impugnando un grosso coltello da cucina e gridando ripetutamente “Allah Akbar”. Un cittadino gambiano di 27 anni, richiedente asilo e già noto alle forze dell’ordine, è stato arrestato dalla polizia con le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, porto abusivo di armi o oggetti atti a offendere e false generalità.
L’allarme è scattato dopo le segnalazioni di alcuni passanti, preoccupati per la presenza dell’uomo armato nell’area frequentata da pendolari e viaggiatori. Sul posto sono intervenuti gli agenti delle Volanti, delle Uopi, le Unità operative di primo intervento, e le pattuglie impegnate nei servizi di controllo rafforzato attorno allo scalo ferroviario.
Secondo la ricostruzione della Questura, il 27enne aveva con sé un coltello lungo complessivamente 27 centimetri, con una lama di 15 centimetri. Gli agenti gli hanno intimato di abbandonare l’arma, ma durante le fasi concitate del fermo il giovane avrebbe opposto resistenza, cercando di divincolarsi e ferendo un poliziotto. L’agente ha riportato escoriazioni giudicate guaribili in tre giorni.
Il coltello è stato sequestrato e il giovane è stato condotto in Questura. Dagli accertamenti sarebbero emersi diversi precedenti: il 27enne, arrivato in Italia nel marzo 2016 a Pozzallo come minore non accompagnato, risulterebbe già arrestato in quattro occasioni per reati che includono sequestro di persona a scopo di estorsione, violazioni in materia di stupefacenti, invasione di terreni o edifici e tentata violenza sessuale.
L’uomo aveva presentato domanda di protezione internazionale. La Commissione territoriale di Trieste aveva dichiarato inammissibile l’istanza nel febbraio 2026, ma il provvedimento era stato sospeso dal Tribunale dopo il ricorso. Dopo l’arresto, il questore di Padova Marco Odorisio ha disposto ulteriori approfondimenti investigativi da parte della Digos e avviato le procedure per il possibile accompagnamento coattivo in un Centro di permanenza per il rimpatrio.

