A quel punto le Fiamme Gialle hanno deciso di vederci chiaro e hanno richiesto l’intervento immediato sul posto del personale tecnico specializzato dell’azienda municipalizzata. Gli accertamenti congiunti hanno confermato lo scenario ipotizzato dai Finanzieri: l’intero centro sportivo veniva alimentato in modo completamente abusivo. Le piscine, i servizi igienici, le docce a disposizione dei clienti, ma anche le attività commerciali annesse alla struttura – il bar e il ristorante del centro – attingevano alla rete pubblica attraverso un vecchio contatore. Quel dispositivo, dai controlli nei database, è risultato formalmente dismesso da anni e non era mai stato iscritto a ruolo. Di fatto, l’acqua veniva erogata e consumata totalmente gratis.
La frode veniva perpetrata in modo sistematico e continuativo a partire dal 2020. Gli approfondimenti tecnici successivi hanno permesso di quantificare l’enorme volume di acqua prelevato illegalmente in circa 240.000 euro, una cifra che non è mai stata versata nelle casse della società municipalizzata. Al termine delle operazioni, il contatore irregolare è stato rimosso dai tecnici e sottoposto a sequestro penale.

