21 Settembre 2026

Ostia Antica – Maxi furto d’acqua, scoperto allaccio abusivo da 240mila euro in un centro sportivo

I Finanzieri di Roma denunciano il gestore: la struttura, comprensiva di piscine, bar e ristorante, si alimentava gratis dal 2020 attraverso un contatore dismesso
7 Settembre 2026
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I finanzieri controllano il contatore servito per l'allaccio abusivo
Un maxi furto d’acqua da ben 240.000 euro è stato scoperto ad Ostia Antica dai Finanzieri del Comando Provinciale di Roma. I militari hanno denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Roma il rappresentante legale di una società a responsabilità limitata, che gestisce un noto impianto sportivo polivalente della zona. L’uomo dovrà adesso rispondere dell’ipotesi di reato di furto aggravato.

La scoperta è arrivata in modo del tutto inaspettato durante una normale verifica fiscale. I baschi verdi del II Gruppo Roma si erano presentati presso il complesso sportivo per effettuare alcuni controlli di routine sulla documentazione economica e sulla gestione finanziaria dell’attività. Durante l’ispezione, però, l’attenzione dei Finanzieri è stata catturata da alcune evidenti anomalie strutturali, oltre che da incongruenze nei documenti che riguardavano l’approvvigionamento idrico della struttura.

A quel punto le Fiamme Gialle hanno deciso di vederci chiaro e hanno richiesto l’intervento immediato sul posto del personale tecnico specializzato dell’azienda municipalizzata. Gli accertamenti congiunti hanno confermato lo scenario ipotizzato dai Finanzieri: l’intero centro sportivo veniva alimentato in modo completamente abusivo. Le piscine, i servizi igienici, le docce a disposizione dei clienti, ma anche le attività commerciali annesse alla struttura – il bar e il ristorante del centro – attingevano alla rete pubblica attraverso un vecchio contatore. Quel dispositivo, dai controlli nei database, è risultato formalmente dismesso da anni e non era mai stato iscritto a ruolo. Di fatto, l’acqua veniva erogata e consumata totalmente gratis.

La frode veniva perpetrata in modo sistematico e continuativo a partire dal 2020. Gli approfondimenti tecnici successivi hanno permesso di quantificare l’enorme volume di acqua prelevato illegalmente in circa 240.000 euro, una cifra che non è mai stata versata nelle casse della società municipalizzata. Al termine delle operazioni, il contatore irregolare è stato rimosso dai tecnici e sottoposto a sequestro penale.