4 Luglio 2026

Ora l’Ue non solo resta muta con gli Usa, ma ne approva l’approccio: nessun’arma però potrà mai dare pace

di Stefano Briganti Nel discorso sullo stato dell’Unione europea del 2025, Ursula Von der Leyen affermò che è finito il tempo della pace. La baronessa si riferiva alla pace per l’Europa, ma a distanza di pochi mesi la fine della pace si è estesa dai confini degli stati baltici a ovest fino a quelli indiani…
4 Marzo 2026

(Adnkronos) – Non è solo una guerra di missili e deterrenza. È una partita di obiettivi non dichiarati, di consenso interno fragile e di alleanze regionali in bilico. Nelle ore successive all’operazione americana contro l’Iran, la domanda centrale non è tanto se gli Stati Uniti abbiano la capacità militare di sostenere lo sforzo, quanto quale sia l’obiettivo politico. L’Adnkronos ne ha parlato con Alissa Pavia, che a Washington è senior fellow dell’Atlantic Council, esperta di Nord Africa e Medio Oriente, direttrice dell’area Mena di Geopolitica.info. Dalla confusione sugli obiettivi dell’amministrazione Trump al nodo del regime change, dal ruolo dei proxy iraniani alla postura dei Paesi del Golfo, emerge un quadro fluido in grado di ridisegnare l’intero Medio Oriente.

Negli Stati Uniti l’operazione contro l’Iran viene percepita in modo diverso rispetto alla narrazione europea, spesso molto critica verso Trump?

È ancora presto per dirlo con certezza. Un primo sondaggio indica che una parte consistente degli americani non è entusiasta di una politica interventista. Il Midwest e quella che viene definita “Mainland America” hanno espresso più volte frustrazione per le questioni economiche