ROMA – Che giornata per il movimento rugbistico italiano. Finalmente un altro dei grandi campioni della nostra storia centra la Hall of Fame, una poltrona tra i più grandi di tutti i tempi di questo sport, eletto ufficialmente lassù, dal World Rugby. Due anni dopo Parisse, centra il traguardo anche una leggenda delle nostri parti ed a questo punto non solo più come Diego Dominguez. Ebbene sì, campione senza tempo. Un traguardo, un’onorificenza che significa grossa emozione per tutta la Federazione. Tra le 182 bandiere di questo sport di sempre, fenomenale. Qualcuno che contribuì con le sue tecniche gesta forse più d’ogni altro a trasformare ed evolvere la dimensione del movimento azzurro, con l’accesso dell’Italrugby al Sei Nazioni, traguardo straordinariamente storico del 2000.
“Oggi è un giorno bellissimo – aprirà Dominguez sui canali ufficiali della FIR per esternare tutta la sua emozione nonché soddisfazione – e molto importante per me e per tutto il rugby italiano. Ai giocatori, agli allenatori, ai dirigenti e a tutti gli accompagnatori del nostro movimento voglio dire che questo prestigioso riconoscimento che ricevo oggi non appartiene soltanto a me: rappresenta tutto il rugby italiano. Dobbiamo andare avanti con responsabilità, con tantissimo carattere, con creatività e, soprattutto, con tanta costanza. È questo il messaggio che continuerò a seminare su ogni campo dove metterò piede e a tutti i livelli. Perché tutti sono importanti e tutti hanno un ruolo preciso nel nostro percorso di crescita e di progresso. A World Rugby rivolgo il mio più grande rispetto e la mia sincera riconoscenza per tutto ciò che fa per lo sviluppo del nostro bellissimo sport e, soprattutto, per il modo in cui ogni giorno ne promuove e ne trasmette i valori in tutto il mondo”.
“Per Diego parlano i numeri della sua straordinaria carriera, e non solo quelli – esordirà invece Andrea Duodo, Presidente della Federazione Italiana Rugby – È il nostro eroe dei due mondi, uno dei più grandi numeri dieci della storia del nostro sport ed uno dei migliori marcatori nel rugby internazionale: io, come ogni rugbista italiano, non posso che tornare a commuovermi, a un quarto di secolo di distanza, per i 29 punti realizzati al Flaminio contro la Scozia nel giorno del nostro debutto nel 6 Nazioni. Ma Diego è, anche e soprattutto, un leale amico e un fantastico ambasciatore del rugby italiano nel mondo, capace di valorizzare e far conoscere l’impegno della FIR e di tutto il movimento per lo sviluppo del Gioco in Italia. Sono felice di poter celebrare, da Presidente federale, il suo ingresso nella Hall of Fame di World Rugby, un riconoscimento che cementa la sua figura tra quelle delle e dei più prestigiosi interpreti del nostro sport”.

